Storie di Orgoglio Astigiano - 15 giugno 2024, 12:12

Storie di Orgoglio Astigiano. Il collettivo EO Arte: "Abbiamo ripristinato l'ex Casa Baussano. Qui passato e futuro si intrecciano. Il risultato? Pura meraviglia"

Il 21 aprile 2023 un gruppo di giovani creativi ha ridato vita a un luogo storico della città, oggi spazio artistico a 360 gradi

Foto Eleonora Cerrato

Foto Eleonora Cerrato

Per accompagnarti nella lettura di questa intervista ti consiglio la canzone Devastante, di Olly, contenuta nella playlist "Orgoglio Astigiano" su Spotify

Passato, presente e futuro che si intrecciano magicamente in un solo luogo. Tutto astigiano. L'ex Casa Baussano, in via Brofferio 171 ad Asti, dal 2023 ha preso nuova vita grazie a un collettivo di giovani artisti poliedrici, con il progetto "EO Arte". 

"EO" deriva dall’unione delle iniziali dei fratelli Baussano, Eo e Ottavio. Tutti e due artisti, legati alla resistenza e alle tradizioni della città. Vado a conoscere artisti e luogo in occasione dell'inaugurazione di una nuova mostra temporanea, quella di Fabio Orioli, "Alto Mare". 

Mi trovo dentro a una vera chicca, che non conoscevo. Incredibile. Una perla. E, come diceva Hermann Hesse, l'artista, "ogni volta che ha fame e apre il suo sacco, vi trova dentro solo perle". 

Quanto è importante per voi il territorio astigiano e che rapporto avete con questa città?

Un rapporto molto stretto e importante. A cominciare dal fatto che Eo è stata una figura molto significativa per questa città, un ex partigiano e illustratore. Un anno fa, infatti, in occasione del 25 aprile, avevamo esposto anche i suoi diari, scritti e illustrati, che raccontavano la vita nel campo di concentramento in cui era stato portato. In particolare, la famiglia Baussano aveva acquistato questa casa nel 1901. Avevano sette figli, tra cui Eo. Abbiamo sempre sentito la mancanza di una risposta territoriale: luoghi per giovani, politiche che attivassero creativi. La stessa famiglia Baussano, comunque, ha dato orgoglio a questa città, è un orgoglio astigiano del passato. Crediamo che queste realtà possano e, anzi, debbano esistere in luoghi di provincia, non solo nelle grandi città, per cercare di far venire la voglia ai ragazzi, finita la scuola, di non scappare via e di fare qualcosa nel posto in cui sono nati. 

Come è nato il collettivo Eo Arte?

È nato naturalmente, abbiamo scoperto questo luogo, Casa Baussano, e il collettivo si è formato proprio attorno a esso. Non ci conoscevamo prima tra di noi: siamo tutti artisti e creativi molto giovani, ma arrivavamo da contesti e realtà differenti. Si sono quindi create dinamiche particolari e il nostro punto di forza è stato mescolarci naturalmente: questo mix ha dato vita alle prime cose interessanti, proprio per via della nostra diversità. 

Mix di identità differenti, ma immagino un'esigenza comune 

Esatto, quella di avere un luogo di riferimento per l'arte in questa città. Eo non è solo per l'arte al 100%, ma è anche uno spazio espositivo, un luogo laboratoriale: ne esistono davvero pochi in provincia. Era una nostra esigenza come giovani artisti, ma anche per gli appassionati. Serviva qualcosa di emergente, che facesse capire concretamente che anche i giovani possono fare. E che cose meravigliose riescono a fare! 

Un cortile meraviglioso e un cestino di fragole 

Parlo un po' con tutti. Fabio, Eleonora, Gregorio, Benedetta e tanti altri sono raggruppati attorno a un tavolo, in cui si mangiano fragole fresche, si beve qualcosa e ci si confronta. Faccio ancora qualche passo e finisco davanti alla facciata della casa, sul retro. Quel cortiletto interno è una vera meraviglia. Davanti a me ho storia, arte, poesia, ma ho anche giovani come me che credono in qualcosa. Qualcosa che li smuove davvero, che li tiene vivi ogni giorno. Entrare - o mettere anche solo un piede - all'interno della realtà di un artista è un'esperienza incredibile. Ti riempi gli occhi di meraviglia. Talmente forte che vedi tutto come opera d'arte. 

Anche quel cestino di fragole, rosse rosse, poggiato sul tavolo. 

Concretamente come siete riusciti a risollevare questo luogo meraviglioso?

Era vuoto e inutilizzato da svariati anni, per cui abbiamo deciso di ristrutturarlo, di metterci la nostra impronta, ma rispettando la storia di Eo e di un posto che sa di storia e che deve continuare a sapere di storia. Gianluigi Porro e Flavio Doglione, promotori della cultura giovanile sul territorio da anni, tenevano a trovare un luogo dove potesse esprimersi anche l’arte figurativa. E questo stabile ci è sembrato subito perfetto. Concretamente, affittiamo lo spazio per allestimenti, mostre, attività ed eventi. Ad oggi siamo un collettivo, ma il passo successivo sarà formalizzare il tutto diventando associazione. L'obiettivo è quello di partecipare a bandi del settore, che ci permetterebbero di sostenere i costi dell'affitto e armotizzare le spese conseguenti ad altri progetti. Nel primo tratto di questo percorso siamo stati aiutati da Spazio Kor e dall'associazione Craft. Al di là della forma che le daremo come associazione, il progetto continuerà  a svilupparsi attorno a questo spazio. Il gruppo che lo vive è eterogeneo e vario. Lo zoccolo duro è composto da una decina di persone. 

Avete da poco compiuto un anno di attività. Il primo evento organizzato?

Matteo Michele Bisaccia è stato il primo pittore contattato dal neonato collettivo. Da quel momento si è creata una bellissima rete di persone. Il 21 aprile 2023 abbiamo inaugurato ufficialmente spazio e progetto. Questo primo anno ha dato vita a tante situazioni, confermando il fatto che Eo Arte fosse anche luogo di ritrovo, in cui si vive un'atmosfera magica. Un crogiolo di persone che hanno passioni in comune, che si declinano con mezzi diversi, per poter attivare se stessi e le persone che gravitano attorno a loro.

Un luogo non luogo, un posto in cui ricercare insieme?

Esatto, la nostra filosofia è quella del confronto. Permeati da quest'atmosfera, fluidi, morbidi, cerchiamo di accogliere il più possibile, di fare, di costruire insieme. Eo Arte non è solo un luogo d'esposizione, ma ha quest'anima laboratoriale molto spiccata, con corsi di pittura dal vivo, approccio alla creatività, corsi di ceramica, espressione vocale. Come se ogni volta qui si facesse un brainstorming, facendo rete tutti insieme. L'obiettivo? Tirare fuori cose originali e creative. Eo Arte è ricerca continua, condivisa. 

Chi era Eo Baussano 

Nato ad Asti il 12 luglio 1903, deceduto ad Asti il 13 ottobre 1959, decoratore. Nel 1919 si era iscritto alla Gioventù socialista e nel 1921 aveva aderito al PCdI. Attivo antifascista, Baussano subì numerose aggressioni, ma nell'agosto del 1922 diresse per due giorni la resistenza armata dell'astigiano Borgo San Rocco, costringendo i fascisti alla ritirata. Nel 1923 dovette riparare in Francia, dove continuò l'impegno antifascista. Nel 1940 Baussano, arrestato a Parigi per "propaganda comunista", fu condannato da quel Tribunale militare a cinque anni di reclusione, che scontò nelle prigioni parigine della Santé, poi a Fresnes, a Fontamor e nel campo di concentramento di Compiègne. Deportato a Mauthausen, vi restò sino al 1945, dopo essere passato anche per i campi nazisti di Punsen. Tornato ad Asti nell'agosto, Baussano, sia pure fiaccato nel fisico, riprese l'attività politica come segretario di Sezione del PCI e presidente dell'ANPPIA. Nel 1951 fu anche eletto consigliere comunale di Asti che, per ricordarlo, gli ha intitolato una via e una Scuola elementare.

Scopri di più su EO Arte QUI

Il saluto ai lettori di Orgoglio Astigiano 

Elisabetta Testa


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Orgoglio Astigiano è un progetto che vuole portare alla luce storie di vita e di talenti del territorio, che trova il suo spazio nella rubrica settimanale “Storie di Orgoglio Astigiano”, a cura della giornalista Elisabetta Testa.

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