Politica - 06 maggio 2025, 09:43

Agli Stati generali dello sport, a Roma anche la consigliera regionale astigiana Biglia (FI)

"Lo sport deve avere un posto centrale nelle politiche pubbliche. Servono aiuti alle società"

Debora Biglia

Debora Biglia

Debora Biglia, consigliera regionale astigiana (FI), ha partecipato agli Stati Generali dello Sport a Roma, organizzati dal Dipartimento Sport di Forza Italia, che si sono svolti nella giornata di lunedì .

La consigliere ha rimarcato la centralità dello sport nelle politiche comunali, regionali e nazionali.  "Lo sport è molto più di una competizione: è uno straordinario strumento educativo e sociale, che accompagna la persona in ogni fase della vita. Insegna a stare con gli altri, a rispettare le regole, a conoscersi e superare i propri limiti. È salute, è inclusione, è formazione. Deve essere al servizio della persona, e quindi della società tutta. Perché migliora il benessere, crea relazioni, unisce generazioni e culture diverse. E in un momento storico dove il senso di comunità rischia di indebolirsi, lo sport ha un ruolo fondamentale nel ricucire il tessuto sociale".

La consigliera ha rimarcato come le società sportive dilettantistiche siano veri e propri presìdi educativi. Ogni allenatore, che dà una mano nel suo piccolo paese o quartiere, è un educatore. Eppure queste realtà lavorano con pochissime risorse, e molto spesso senza il giusto riconoscimento".
È per questo che, secondo Biglia, servono politiche serie di sostegno e valorizzazione dello sport di base. 

"Come Forza Italia, abbiamo sempre ritenuto che lo sport debba avere un posto centrale nelle politiche pubbliche, e lo abbiamo dimostrato con atti concreti. Pensiamo alla proposta – già sostenuta dal nostro partito – di rendere strutturali gli aiuti alle ASD e SSD, alla semplificazione delle norme per la gestione degli impianti sportivi, e anche al lavoro fatto per il nuovo contratto sportivo, che tutela chi opera nel settore con più dignità e garanzie. L’accesso allo sport debba essere un diritto di tutti, non un privilegio. Per questo è importante continuare a investire anche nello sport a scuola, rafforzare la figura del docente di educazione motoria, e creare sempre più sinergie tra scuole, società e territorio. 

Lo sport è anche un potente strumento di inclusione: aiuta a combattere l’isolamento, la devianza giovanile, l’abbandono scolastico. Non ci sono barriere quando si gioca insieme: lo sport è un linguaggio universale. Per questo dico che non possiamo più considerarlo solo una “voce di bilancio”, ma dobbiamo iniziare a vederlo per quello che è davvero: un investimento strategico".

Redazione


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