Un’antica tenuta rurale del Settecento, venti ettari di terra, otto di vigneto e quattro di noccioleto, entrambi biologici. È questo il cuore della Tenuta Tamburnin, proprietà della famiglia Gaidano dal 2004, un luogo dove storia, paesaggio e attività contemporanee convivono senza forzature.
Alle origini del nome e della proprietà
La tenuta nacque per volontà dell’ufficiale Giuseppe Clerico. Tamburnin deriva dai tamburi che, durante il regno dei Savoia, venivano fatti rullare per incitare le truppe all’attacco. Un richiamo diretto alla storia militare piemontese che oggi sopravvive nel nome di questo luogo.
Recentemente la Regione Piemonte ha dichiarato monumentale il viale di accesso alla Tenuta, una maestosa fila di 163 robinie centenarie, riconosciute per dimensioni, età e valore paesaggistico. Un ingresso scenografico che conduce nel cuore di una proprietà rurale di grande pregio.
Una gestione familiare e un’ospitalità diffusa
La Tenuta è di proprietà delle sorelle Elena, Valeria e Claudia Gaidano, ed è gestita da Valeria insieme al padre Piergiorgio. Non c’è un ristorante interno, ma le attività sono molteplici: azienda vitivinicola con produzione di vini propri, location per eventi e matrimoni con catering esterni e, grazie a un accordo con il Comune di Castelnuovo Don Bosco, sede di celebrazione di matrimoni civili con valore legale.
Sono disponibili quattro camere per gli ospiti, mentre le cantine storiche possono essere visitate su prenotazione, con degustazioni guidate. Il wine shop è sempre aperto.
Cinema in tenuta: tre film in dodici anni
Il fascino della tenuta non è passato inosservato al mondo del cinema. Qui sono state girate scene di tre film: Aspirante vedovo di Marco Vernier del 2013 con Fabio De Luigi e Luciana Littizzetto, Boys di Davide Ferrario del 2021 con Neri Marcorè, Marco Paolini, Giovanni Storti e Giorgio Tirabassi, e, lo scorso ottobre, un film di un regista svedese non ancora uscito.
Le produzioni hanno sempre contattato direttamente la famiglia Gaidano. Le riprese hanno interessato le cantine storiche, la villa settecentesca e i vigneti.
Perché proprio Tamburnin?
Secondo i proprietari, la scelta è legata alla bellezza autentica della tenuta, alla sua storicità e al contesto naturale ancora intatto. Intorno, infatti, non ci sono solo vigneti e noccioleti, ma anche prati e boschi.
La gestione della proprietà rispetta la vocazione agricola del luogo: il riscaldamento è alimentato dalla legna dei boschi e una sorgente fornisce acqua per le esigenze dell’azienda.
Girare un film, racconta lo staff, è sempre un’esperienza caotica ma emozionante: colpisce vedere quante persone lavorano dietro le quinte per realizzare una pellicola.
La Tenuta Tamburnin continua, così, a essere un presidio di storia, natura e cultura, capace di accogliere ospiti, eventi, produzioni cinematografiche e visitatori curiosi, mantenendo intatto il legame con il territorio del Monferrato.





