Attualità - 10 gennaio 2026, 12:46

Influenza, l'Italia nel vortice del picco: 800mila casi nella settimana di Capodanno

La variante K ha messo a dura prova i pronto soccorso del Piemonte

Influenza, l'Italia nel vortice del picco: 800mila casi nella settimana di Capodanno

L'Italia ha attraversato la prima settimana del 2026 con oltre 800mila nuovi casi di influenza, portando il totale dall'inizio della sorveglianza a circa 7,5 milioni di persone colpite. I dati diffusi dall'Istituto Superiore di Sanità attraverso il sistema RespiVirNet mostrano però una lieve flessione dell'incidenza, scesa a 14,1 casi per mille assistiti nella settimana dal 29 dicembre al 4 gennaio, rispetto ai 14,5 della settimana precedente. Il picco, atteso da settimane, sembra essere ormai prossimo, anche se gli esperti invitano alla cautela: il ritorno a scuola e la ripresa delle attività lavorative potrebbero infatti riaccendere la corsa dei contagi.​

La variante K protagonista della stagione

A trainare questa ondata influenzale è soprattutto la variante K del virus H3N2, indicata dagli infettivologi come la più aggressiva in circolazione. Si tratta di una variante che si è evoluta abbastanza da aggirare le precedenti difese immunitarie, consentendole di diffondersi rapidamente anche tra chi era stato precedentemente esposto al virus. La situazione piemontese presenta un'anomalia che ha sorpreso gli stessi esperti. Secondo i dati del Seremi (Servizio di riferimento regionale di Epidemiologia), i casi di influenza in Piemonte nell'ultima settimana del 2025 sono letteralmente crollati, passando da 19 a 13,9 casi ogni mille assistiti. Eppure, nonostante questo calo statistico, gli ospedali piemontesi continuano a vivere una pressione significativa sui pronto soccorso.​

Alle Molinette di Torino si è passati da una media estiva di 180 accessi giornalieri a picchi post-festivi di 260, con il 30% dei passaggi legato a sindromi influenzali. A Novara l'Azienda Ospedaliera ha superato il picco tra Natale e Capodanno, con 13 pazienti in isolamento per il ceppo mutato H3N2 (Influenza K), in diminuzione rispetto ai 20 ricoverati durante la fase acuta. Il Piemonte rientra tra le regioni classificate a livello di intensità "alta", con una prevalenza netta dei virus di tipo A(H3N2). A preoccupare sono soprattutto i bambini nella fascia 0-4 anni, dove si registra il numero più alto di casi, e la crescita degli accessi al pronto soccorso tra gli anziani e le persone più fragili.​

Gennaio "pesante": cresce l'allarme polmoniti

Il mese di gennaio si preannuncia particolarmente impegnativo per il sistema sanitario, con un aumento importante dei casi di polmonite che va oltre la semplice influenza.  Gli esperti sottolineano che la maggior parte dei casi di influenza grave e complicata riguarda persone non vaccinate. Nella comunità si registra un tasso di positività per influenza del 17%, che sale al 40,5% nel flusso ospedaliero. Il sottotipo più prevalente tra le forme gravi è l'A(H1N1)pdm09. Con il freddo intenso di questi giorni e la circolazione simultanea di virus e batteri, il quadro sanitario resta sotto stretta osservazione

Alessandro Franco

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