Attualità - 13 gennaio 2026, 10:40

Nasce Oidaf Piemonte: Asti entra nell’ordine interprovinciale degli agronomi e forestali

Dalla fusione che comprende anche Alessandria e Asti nasce un organismo unico: il presidente astigiano Marco Allasia indica la rotta verso una rappresentanza più autorevole e servizi più strutturati

Un momento dell'incontro

Un momento dell'incontro

Parliamo di futuro, e lo facciamo con un passaggio che riguarda da vicino anche il territorio astigiano: è nato ufficialmente OIDAF Piemonte, l’Ordine interprovinciale dei dottori agronomi e dei dottori forestali, frutto della fusione degli Ordini provinciali di Torino, Novara e VCO, Biella e Vercelli, Alessandria e Asti. Un riassetto che, nelle intenzioni, punta a dare più forza organizzativa a una professione chiamata a misurarsi con adempimenti crescenti e con le nuove domande che arrivano dal mondo agricolo, forestale e ambientale.​

A sintetizzare la genesi dell’operazione è Fabio Fracchia, presidente dell’Ordine di Alessandria e presidente incaricato della fusione: “Un percorso lungo, ma fortemente voluto da noi presidenti. I crescenti impegni e adempimenti non lasciavano spazio ad alternative. Le numerose opinioni favorevoli ci confermano che questa scelta è stata compresa e condivisa”.​

Asti nella nuova geografia professionale

Per Asti, l’ingresso nella nuova casa comune significa portare dentro l’Ordine unico un pezzo di identità professionale costruita sul campo, tra consulenze tecniche, gestione del territorio e filiere produttive locali. Il presidente dell’Ordine di Asti, Marco Allasia, mette l’accento sul tema della tutela e della credibilità: “La logica è chiara: c’è la necessità di una rappresentanza sempre più autorevole, in grado di tutelare e difendere la professione e i suoi oltre 700 iscritti”.​

L’obiettivo dichiarato della fusione è quello di trasformare la frammentazione in una struttura più robusta, capace di offrire servizi migliori e di sostenere, anche sul piano istituzionale, il lavoro quotidiano degli iscritti.​

Quasi 800 iscritti, un ordine solo

La nascita di un unico Ordine che riunisce quasi 800 iscritti viene presentata come un salto di qualità: più risorse, maggiore capacità organizzativa e una macchina amministrativa meno dispersiva. Fernanda Giorda, presidente dell’Ordine provinciale di Torino, richiama lo sforzo collettivo che ha reso possibile il passaggio: “È stato uno sforzo collettivo. 37 consiglieri e cinque assemblee straordinarie hanno lavorato per mettere ordine in un territorio frammentato, ricercando unità di intenti e nuove prospettive”.​

In controluce, il messaggio è chiaro: l’Ordine unico prova a diventare un luogo di coordinamento, non solo un timbro burocratico, con la promessa di una presenza più efficace anche nei territori “di confine” rispetto ai poli maggiori, come quello astigiano.​

Le basi per le nuove candidature sono state poste nel corso dell’incontro del 19 dicembre al DISAFA dell’Università di Torino, dove si è aperta la fase che porterà al nuovo Consiglio. Fabrizio Buttè, presidente dell’Ordine di Novara e VCO, ha invitato i colleghi a candidarsi sottolineando il valore formativo dell’esperienza: “Far parte del Consiglio dell’Ordine è un’esperienza che fa crescere. Siamo riusciti non solo a difendere la professione, ma anche ad aprirci ad altre realtà. Per chi si candiderà, l’impegno sarà ancora più significativo e stimolante”.​

Il Consiglio sarà composto da 11 consiglieri e si arriverà alle nomine con le votazioni di fine gennaio 2026, dopo che una decina di professionisti ha già risposto alla domanda “chi si candida?”, con la possibilità di ulteriori adesioni secondo le regole inviate agli iscritti.

Redazione

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