Cultura e tempo libero - 14 gennaio 2026, 17:13

A Vezzolano il grande presepe di Anna Rosa Nicola supera ogni record e guarda al futuro

Oltre 14 mila visitatori in poco più di un mese all’abbazia di Santa Maria di Vezzolano. Intanto avanzano i lavori per il Museo ARA ad Aramengo, destinato a custodire tutte le opere dell’artista

A Vezzolano il grande presepe di Anna Rosa Nicola supera ogni record e guarda al futuro

Il grande presepe artistico di Anna Rosa Nicola, allestito nella foresteria dell’abbazia di Santa Maria di Vezzolano, si conferma anche quest’anno uno degli eventi culturali e natalizi più seguiti dell’intero territorio collinare. A poco più di un mese dall’apertura, l’edizione in corso ha già superato ogni primato precedente, facendo registrare numeri che raccontano un successo in costante crescita e un interesse che va ben oltre i confini locali.

L’esposizione, visitabile fino al 1° febbraio, ha raggiunto e superato quota 14.300 ingressi, con una giornata record che ha visto affluire oltre 1.200 persone in sole ventiquattro ore. Un risultato che consolida il ruolo di Vezzolano come punto di riferimento culturale e turistico del periodo invernale.

Un presepe che cresce e si rinnova ogni anno

Il presepe di Anna Rosa Nicola è un’opera in continua evoluzione. Nato come esperienza condivisa con i bambini dell’oratorio di Aramengo, è diventato negli anni un grande villaggio in miniatura che oggi si estende su circa 72 metri quadrati e ospita oltre 450 personaggi, alti tra i 15 e i 30 centimetri. Ogni figura è modellata e rifinita a mano, con volti, gesti e posture differenti, in un racconto corale che intreccia la Natività con scene di vita quotidiana ambientate tra Ottocento e primo Novecento.

Accanto alle botteghe artigiane e ai mestieri di un tempo, trovano spazio angoli domestici, mercati, cortili e giochi infantili. Minuscoli oggetti, alcuni grandi pochi millimetri, contribuiscono a rendere l’insieme estremamente realistico. L’edizione attuale si è arricchita di nuove scene, tra cui una grande pasticceria su due piani, ambientazioni dedicate alla cucina tradizionale e nuovi gruppi di personaggi che ampliano ulteriormente la narrazione.

I numeri del successo e il ruolo dei volontari

A spiegare la portata del risultato è la stessa artista, che ha commentato i dati dell’affluenza: "Le novità del presepe sono che abbiamo battuto il record di sempre. In un solo giorno sono entrate 1.243 persone e siamo già oltre le 14.300 presenze complessive, quando mancano ancora diversi fine settimana alla chiusura".

Un successo reso possibile anche grazie all’impegno dei volontari che garantiscono l’apertura, l’accoglienza e la gestione dei flussi, soprattutto nei momenti di maggiore afflusso. L’ingresso al presepe è gratuito e le offerte lasciate dai visitatori vengono utilizzate sia per sostenere i restauri dell’abbazia sia per iniziative solidali, come già avvenuto in passato con il sostegno a progetti sanitari internazionali.

L’artista ha più volte sottolineato l’importanza di questo lavoro condiviso: "Il presepe l’ho fatto io, ma senza i volontari che stanno al freddo, spiegano, accolgono e accompagnano i visitatori, tutto questo non sarebbe possibile".

Un pubblico sempre più ampio e trasversale

Nel corso delle settimane, il presepe ha attirato un pubblico eterogeneo, composto da famiglie, anziani, giovani e scolaresche. Il passaparola, amplificato anche dai social e da servizi televisivi, ha contribuito ad allargare ulteriormente la platea dei visitatori. Secondo Anna Rosa Nicola, cresce anche l’interesse dei più giovani, sempre più incuriositi dalle tecniche manuali e dal lavoro artigianale che sta dietro a ogni singola scena.

Il Museo ARA: un progetto che guarda lontano

Accanto al successo di Vezzolano, prende sempre più forma il Museo ARA ad Aramengo, un progetto fortemente voluto da Anna Rosa Nicola per dare una casa stabile alle sue opere e creare un luogo dedicato all’arte, alla manualità e alla trasmissione del sapere.

Il museo sorgerà all’interno di un edificio seicentesco situato nel cuore del paese e sarà il risultato di un articolato intervento di recupero e restauro. I lavori, già avviati, comprendono importanti consolidamenti strutturali, il recupero delle cantine ipogee e la valorizzazione degli spazi originari, con particolare attenzione alla conservazione dei materiali storici. Le cantine, scavate e ampliate per migliorare l’altezza e la fruibilità, ospiteranno ambienti suggestivi caratterizzati da volte in mattoni e da spazi ipogei che diventeranno parte integrante del percorso museale.

Il Museo ARA si svilupperà su più livelli, in una struttura a forma di “L”. Al piano interrato troveranno spazio le aree espositive ipogee e una sala didattica pensata per laboratori, corsi e attività rivolte a bambini, ragazzi e appassionati. I piani superiori accoglieranno le sale espositive vere e proprie, dove saranno presentati non solo il presepe, ma anche le altre opere dell’artista: miniature, fiori di carta, nature morte e lavori nati da decenni di ricerca e sperimentazione.

Grande attenzione è stata riservata all’accessibilità: il museo sarà completamente fruibile da tutti, grazie a scale e ascensore che collegheranno ogni livello, rendendo l’intero percorso accessibile anche alle persone con disabilità. A completare il progetto sono previsti un bookshop, una biglietteria, un laboratorio artistico ampliato e una piccola caffetteria affacciata sul cortile, pensata come spazio di incontro e di socialità per il paese.

Un museo sostenibile e radicato nel territorio

Il cantiere è seguito dall’impresa Bellio e prevede l’installazione di impianti sostenibili, con pannelli fotovoltaici e pompe di calore, in linea con una visione attenta all’ambiente e alla durata nel tempo. L’obiettivo non è solo quello di conservare le opere, ma di lasciare un segno concreto e duraturo sul territorio, creando un polo culturale capace di animare Aramengo e di dialogare con le realtà locali.

Il Museo ARA, acronimo di Anna Rosa Arte ma anche richiamo diretto al nome del paese, nasce con l’intento di essere un luogo vivo, dove l’arte non sia solo esposta ma vissuta, studiata e condivisa. L’apertura è prevista, salvo imprevisti, entro il Natale del 2027 e rappresenta il naturale approdo di un percorso artistico che, partito quasi per gioco, è diventato negli anni un patrimonio culturale riconosciuto e apprezzato da un pubblico sempre più ampio.

Francesca Mezzogori

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