L'inizio del 2026 sulla linea ferroviaria Asti-Acqui Terme si è rivelato un incubo per i pendolari, costretti a fare i conti con ritardi cronici, coincidenze perse e informazioni inadeguate. A denunciare la situazione è il consigliere regionale Fabio Isnardi (Pd), che ha chiesto formalmente un'audizione con Trenitalia e RFI per fare luce sui disservizi che stanno caratterizzando questa tratta.
"Entrambe le giornate del rientro, mercoledì 7 e giovedì 8 gennaio, hanno visto la mattina i treni per Asti ritardare di almeno mezz'ora", spiega Isnardi. "Chi si dirigeva verso Torino ha perso la coincidenza, risultando in percorsi della durata complessiva di oltre 2 ore e mezzo, equamente divise tra l'attesa al freddo delle stazioni e tragitti su convogli affollati".
Ritardi cronici e coincidenze perse
La situazione non è migliorata nelle settimane successive. Martedì 13 gennaio il treno delle 8.09 da Nizza ha accumulato un ritardo tale da far temere la perdita della coincidenza con il Genova-Torino, salvata solo grazie all'intervento del capotreno che ha fatto attendere qualche minuto il convoglio. Non è andata altrettanto bene giovedì 15 gennaio, quando i passeggeri in arrivo da Torino alle 16 hanno dovuto attendere due ore la corsa successiva. Stesso copione venerdì mattina 16 gennaio, con il treno delle 8.09 da Nizza transitato ad Agliano-Castelnuovo Calcea con oltre trenta minuti di ritardo.
"Ormai la distanza tra l'orario ufficiale e quello di arrivo nelle stazioni differisce di almeno 20 minuti", sottolinea il consigliere. "Chi prova a salire sul treno nelle stazioni più piccole si rassegna ad attese nella totale incertezza, con informazione all'utenza nulla o incomprensibile, persino tramite i canali digitali".
Criticità tecniche e mancanza di comunicazione
Isnardi riconosce l'esistenza di alcuni problemi tecnici temporanei sulla linea: lavori di consolidamento dei binari, guasti ai mezzi e difficoltà su alcuni passaggi a livello hanno contribuito ai disagi. Tuttavia, il nodo cruciale resta la comunicazione. "Sarebbe utile avere queste comunicazioni da fonti ufficiali", evidenzia il consigliere, che già nel 2024 aveva presentato un'interrogazione urgente per chiedere come si intendesse ammodernare il sistema informativo sulle linee minori.
Per questo motivo Isnardi ha presentato richiesta di una Commissione Trasporti dedicata, con una nuova audizione di Trenitalia e RFI incentrata sulle condizioni delle linee secondarie. "La Asti-Acqui è un simbolo di troppi collegamenti secondari abbandonati a sé stessi e rassegnati all'inaffidabilità, laddove potrebbero e dovrebbero rappresentare un servizio pubblico indispensabile per territori e la loro economia, sostenibile sul fronte ambientale e accessibile su quello economico", conclude il consigliere. "Un futuro giusto per chi vive nei piccoli centri passa, anche, dal trasporto su rotaia".





