Attualità - 17 gennaio 2026, 19:20

Caro trasporti, le promesse tradite: accise e pedaggi soffocano le imprese

L'amara analisi di Confartigianato Piemonte sulle crescenti difficoltà del settore logistico

Caro trasporti, le promesse tradite: accise e pedaggi soffocano le imprese

L'anno si apre sotto il segno dell’incertezza economica per chi macina chilometri per professione. Per il comparto dell’autotrasporto piemontese, il 2026 ha portato in dote una serie di rincari che rischiano di mettere in ginocchio un settore già provato. Dal 1° gennaio, infatti, sono scattati simultaneamente gli adeguamenti delle tariffe autostradali e l'aumento della tassazione sul carburante.

La geografia degli aumenti colpisce le arterie vitali della regione. I rincari, quantificati in un +1,5%, interessano assi strategici come la Torino-Bardonecchia, la A4 Torino-Milano e la A6 Torino-Savona. A queste si aggiunge la Asti-Cuneo, infrastruttura che ha recentemente visto il completamento del suo ultimo tratto dopo un’attesa durata decenni.

Ma a preoccupare non è solo il costo del transito. A pesare sui bilanci di aziende e famiglie è il cosiddetto riallineamento delle accise, che ha comportato un immediato rialzo del prezzo alla pompa. La tassazione è cresciuta di 4,05 centesimi di euro al litro per il diesel che, calcolando l’impatto dell’Iva, si traduce in un aggravio complessivo di circa 5 centesimi al litro.

Le simulazioni economiche rendono evidente l'impatto sulla quotidianità: da inizio anno, un pieno di 50 litri costa circa 2 euro e 47 centesimi in più. Ipotizzando appena due rifornimenti mensili, un’auto diesel subirà un aggravio annuo superiore ai 59 euro. Se si somma questo dato ai rincari già avvenuti nella primavera del 2025, la spesa extra complessiva sfora gli 80 euro l’anno. Di contro, il taglio delle accise sulla benzina, che era stato previsto dalla manovra finanziaria, secondo le associazioni di categoria si è rivelato nei fatti quasi impercettibile.

Oltre al danno economico, resta la beffa delle condizioni operative. Gli autotrasportatori piemontesi continuano a scontare problemi atavici, specialmente nelle tratte verso la Liguria: code infinite, cantieri perenni e una viabilità a singhiozzo che rallenta drasticamente le consegne e aumenta i costi vivi.

La preoccupazione delle associazioni di categoria è palpabile. Giovanni Rosso, Presidente di Confartigianato Imprese Piemonte Trasporti, lancia l'allarme sulla tenuta del sistema: "L’aumento delle tariffe va ad incidere pesantemente sull’autotrasporto, già in difficoltà per i costi di esercizio elevati, il costo del lavoro in aumento e la concorrenza di vettori esteri" spiega. "Inoltre, i rincari non tengono conto dell’andamento del mercato e della crisi economica. Questo è l’ennesimo duro colpo per il comparto, una situazione che mette a rischio le 5.511 imprese artigiane del trasporto del Piemonte, insieme agli oltre 10mila addetti".

Critico anche l'intervento di Giorgio Felici, presidente di Confartigianato Imprese Piemonte, che punta il dito contro la discrepanza tra le promesse della politica e la realtà dei fatti. "Se il buon anno si vede dall’inizio, allora il 2026 si annuncia tutto in salita" commenta amaro. "Nutrivamo aspettative ben diverse da un Governo che si è sempre proclamato vicino alle imprese. Ma vicino come? A parole, soprattutto in campagna elettorale. Quante volte abbiamo ascoltato promesse sulle accise e sul caro autostrade? Non ci interessano le pacche sulle spalle, quello che ci interessa è veder adottare misure concrete, che possano davvero aiutare le piccole e microimprese a tenere botta a congiunture negative,".

Redazione

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A GENNAIO?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2025" su Spreaker.
SU