Questa mattina un messaggio di resilienza e continuità generazionale è stato inciso nella memoria cittadina. Il Gruppo Alpini Ponte Tanaro ha inaugurato un nuovo monumento situato nella rotatoria tra corso Savona e via Cuneo, un punto nevralgico di Asti che porta ancora con sé il ricordo delle ferite del passato e la forza della ricostruzione.
L'opera, svelata davanti a una folta platea di cittadini e autorità, non si limita a essere una celebrazione estetica, ma rappresenta un simbolo tangibile di fratellanza. La frase incisa accanto alla struttura riassume lo spirito dell'iniziativa: "Come le vette che non piegano al vento, così resti saldo il nostro esempio di fratellanza". Un monito che invita a restare uniti anche di fronte alle difficoltà, proprio come le montagne resistono alle tempeste.
L'evento ha visto una grande partecipazione della comunità locale, con numerosi residenti del borgo e passanti che si sono uniti alle celebrazioni. Alla cerimonia hanno preso parte anche il sindaco Maurizio Rasero, che ha presenziato con una doppia veste istituzionale e personale, essendo lui stesso un Alpino iscritto al Gruppo di Ponte Tanaro, la sua vice Stefania Morra e alcuni assessori della Giunta comunale.
La solennità del momento è stata sottolineata dalla presenza di circa venti gagliardetti che hanno fatto da cornice al Vessillo medagliato della Sezione di Asti dell'Associazione Nazionale Alpini (ANA). Il vessillo era scortato dal presidente Fabrizio Pighin, dal vicepresidente Silvano Satriano, da diversi consiglieri sezionali e dalle Madrine dei Gruppi astigiani. A rafforzare il senso di coesione, erano presenti anche numerosi vessilli delle Associazioni d'Arma, a testimonianza di un'amicizia che lega i diversi corpi.
Il significato dell'opera e la scelta del luogo
Il capogruppo dell'Associazione Nazionale Alpini di Ponte Tanaro, Francesco Marzo, ha spiegato il valore temporale di questa inaugurazione: "Con questa cerimonia chiudiamo un percorso iniziato nel 2024, a trent'anni dall'alluvione, ricordando anche i sessantacinque anni di costituzione del nostro Gruppo", .
Si tratta dunque di un doppio anniversario che lega la storia del corpo militare a quella della città. La scelta di posizionare il monumento in corso Savona non è casuale: questa zona fu tra le più colpite dalla tragica alluvione del 1994. In quei giorni drammatici, le Penne Nere furono tra i primi a prestare soccorso, offrendo un aiuto fondamentale per permettere alla popolazione di rialzarsi.
Materiali e simbologia
La scultura, ideata dall'Alpino del Gruppo Ponte Tanaro Roberto Capello, raffigura un Alpino che tiene per mano due bambini, un maschio e una femmina, accompagnandoli idealmente nel cammino della vita. È un'immagine potente che evoca impegno sociale, solidarietà e passaggio di testimone tra le generazioni.
Realizzata in ferro "corten" con uno spessore di 8/10, l'opera è stata progettata per durare nel tempo. Questo materiale, noto per la sua elevata resistenza e per la caratteristica ossidazione che lo protegge, simboleggia la capacità di attraversare il tempo mantenendo intatta la propria essenza. Il monumento rimane ora a testimonianza non solo del soccorso prestato durante l'emergenza del 1994, ma anche delle quotidiane attività civili e sociali che gli Alpini continuano a svolgere al servizio della collettività astigiana.










































