Il futuro dei poli operativi di Asti e Ivrea resta appeso a un filo sottilissimo, mentre la tensione tra i lavoratori continua a salire.
Nel primo pomeriggio di oggi, mercoledì 21 gennaio, le Segreterie territoriali sono state convocate al grattacielo della Regione Piemonte per discutere i termini di una crisi che minaccia oltre mille famiglie.
Un appuntamento cruciale che, tuttavia, ha registrato una defezione pesante al tavolo delle trattative.
L'azienda Konecta non ha infatti preso parte all'incontro odierno, concordando con l'istituzione regionale la necessità di disporre di un lasso di tempo maggiore per preparare adeguatamente l'interlocuzione.
La multinazionale spagnola del customer care, che a dicembre ha annunciato l'intenzione di chiudere le sedi di Asti e quella di Ivrea entro giugno 2026, sembra voler ricalibrare la propria posizione prima di affrontare il faccia a faccia con le parti sociali.
La situazione rimane critica, specialmente dopo lo sciopero dello scorso 13 gennaio che ha visto un'adesione vicina al 90%.
Il piano di accorpamento su Torino viene percepito dai sindacati come un "licenziamento mascherato", dato che per molti dipendenti il trasferimento quotidiano risulterebbe insostenibile.
Il sindaco di Asti, Maurizio Rasero (presente all'incontro) ha ribadito più volte la ferma opposizione a una scelta che impoverirebbe drasticamente il tessuto sociale del territorio.
Dettagli al temine dell'incontro.





