Il pareggio contro la Lavagnese lascia all’Asti più interrogativi che certezze. Non tanto per il risultato in sé, quanto per ciò che la partita ha raccontato sullo stato attuale dei biancorossi, confermato senza giri di parole dalle analisi di mister Buglio nel post gara. Un Asti che ha mostrato segnali incoraggianti sul piano dell’identità, ma che continua a pagare a caro prezzo i propri limiti strutturali, soprattutto nella gestione dei momenti della partita.
Il primo aspetto evidenziato dal tecnico riguarda la fisionomia della squadra. L’utilizzo delle due punte, la presenza di un attaccante di esperienza e una disposizione più coerente con le idee dell’allenatore hanno finalmente dato la sensazione di un Asti riconoscibile. Buglio ha infatti spiegato Buglio come la scelta di affidarsi a giocatori di spessore sia fondamentale in un gruppo giovane e chiamato a lottare per la salvezza.
Il problema, però, resta la continuità. Nella ripresa la squadra si è progressivamente abbassata, ricalcando uno spartito già visto in passato. Una scelta solo in parte voluta, come precisato dall’allenatore, che ha parlato di grande spirito di sacrificio, ma che ha finito per togliere all’Asti ogni possibilità di respirare. Il dato più allarmante non è tanto il baricentro basso, quanto l’incapacità di tenere il pallone una volta riconquistato.
È qui che Buglio ha puntato il dito con maggiore decisione: “Abbiamo buttato via tutti i palloni quando li conquistavamo”. Una gestione approssimativa che ha favorito gli avversari sulle seconde palle, aumentando il dispendio fisico e impedendo ai biancorossi di “addormentare” la partita. Senza possesso, senza qualità nelle uscite, l’Asti è rimasto schiacciato, producendo pochissimo nella metà campo offensiva.
Un limite che va oltre la singola partita e che si riflette nella classifica, sempre più preoccupante. La distanza dai play-out aumenta e il margine di errore si assottiglia, in un contesto dove ogni dettaglio pesa come un macigno.
A rendere il momento ancora più delicato, due giorni dopo il match, è arrivata la rescissione consensuale con Stevo Chillemi. Un addio pesante, forse il più significativo di questa stagione. Numeri alla mano, l’italo-francese è stato uno dei riferimenti offensivi dell’Asti, decisivo nei momenti di maggiore difficoltà e autore dell’ultima vittoria in campionato. La sua uscita di scena priva Buglio non solo di un attaccante da gol, ma di una presenza capace di tenere alto il livello di intensità e personalità.





