La questione piccioni torna a infiammare il dibattito astigiano. Questa volta a far scoppiare la polemica è un post pubblicato su Facebook dall'assessore comunale Luigi Giacomini, con deleghe ad Ambiente, Sicurezza e Periferie, che denuncia la presenza di una donna che ogni mattina nutre i colombi in piazzetta San Paolo. "Questo è lo scempio che vedo da alcune mattine in piazzetta San Paolo. Puntualmente una gentil donna arriva con la sua borsa di pane e lo sparge sul ciottolato come se fosse l'aia agricola dove si dà da mangiare alle galline", scrive l'assessore, scatenando reazioni contrastanti tra i cittadini astigiani.
Un problema mai risolto
La questione del sovrappopolamento di piccioni ad Asti è dibattuta da tempo. Nel 2019 il Comune aveva emanato un'ordinanza che vietava di nutrire i colombi, con multe fino a 500 euro per i trasgressori. L'estate scorsa la Provincia di Asti aveva firmato un'ordinanza ancora più drastica che prevedeva l'abbattimento dei volatili, suscitando le proteste delle associazioni animaliste e portando al ritiro del provvedimento.
Il veterinario: "Convivere con il buon senso"
Tra i commenti al post dell'assessore Giacomini spicca quello del veterinario Gianpaolo Squassino, che invita a un approccio più equilibrato. "Vivendo in una città io penso che si debba accettare di convivere con i cani, i gatti, i piccioni, le tortore e anche, purtroppo, con i topi, gli scarafaggi e quant'altro", scrive il professionista. "Certamente la buona educazione consiglierebbe di raccogliere le deiezioni dei cani, non alimentare nelle vie e nelle piazze colombi, gatti, tortore, ma riservare tale approccio a siti prestabiliti ben lontani dalle abitazioni".
Squassino però non si ferma agli animali e allarga la prospettiva: "Oltre a convivere coi suddetti animali, chi vive in città deve obbligatoriamente anche convivere con persone che lanciano rifiuti per le strade, che sputano, che urlano, che imbrattano muri e cartelli stradali, che si ubriacano e vomitano nelle pubbliche piazze, che divelgono panchine, cassonetti dell'immondizia, che litigano e fanno risse nelle strade e tanti altri pessimi comportamenti". Sul fronte sanitario, il veterinario sottolinea che "se si vuole parlare del lato sanitario, è immensamente più facile essere contagiati da patologie trasmesse dagli esseri umani, che non dagli animali su elencati (tranne i topi, come ben descritto dal Manzoni)".
La conclusione è un appello alla convivenza: "Una città senza animali, siano essi volatili o carnivori, sarebbe una città morta, in balìa solamente di quegli umani maleducati e delinquenti su descritti. La cosa che ritengo più intelligente, sarebbe quella di convivere rispettando e facendo rispettare le regole del buon senso, aiutate da un controllo adeguato delle forze dell'ordine".
La spaccatura sui social e il chiarimento dell'assessore
Il dibattito si è diviso tra chi chiede sanzioni immediate e chi invita alla moderazione. "Ci sono certamente cose più rilevanti per cui preoccuparsi e indignarsi, a questo mondo. Facile 'sbattere in piazza' la signora anziana che non può difendersi", scrive un utente, denunciando l'eccessiva enfasi data alla vicenda. Altri invece chiedono l'applicazione rigorosa dell'ordinanza comunale e l'emissione di multe per chi continua a nutrire i volatili.
Mentre la questione resta aperta - e divide la città tra chi vede nei piccioni un problema di decoro urbano e salute pubblica, e chi invece ritiene che esistano priorità ben più urgenti da affrontare - abbiamo interpellato a riguardo l'assessore: "La situazione è particolarmente delicata, per cui non voglio rilasciare dichiarazioni sullo specifico caso - ci ha detto - Ho però fatto presente la cosa alla Polizia Locale, in relazione a un'ordinanza del 2019 che tutti i cittadini sono chiamati a rispettare". "Io non voglio passare come uno che vuole sterminare i volatili, perché non è così. Vanno allontanati con sistemi opportuni, dalle serpentine elettriche sui tetti alla sterilizzazione. Però il cittadino deve rispettare il senso civico, il decoro spetta tutti".





