Attualità - 23 gennaio 2026, 11:58

Giustizia riparativa: un'intera giornata ad Asti tra carcere e città per costruire percorsi di riparazione

Un doppio appuntamento, al penitenziario di Quarto e in municipio, per riflettere su un modello di giustizia che coinvolge vittime, rei e comunità. Avviato il cammino verso un’“Asti città riparativa”

Giustizia riparativa: un'intera giornata ad Asti tra carcere e città per costruire percorsi di riparazione

Parlare di Giustizia riparativa in carcere e in città, in una prospettiva di riparazione e speranza. È questo il cuore della giornata di riflessione svoltasi ad Asti mercoledì 21 gennaio, iniziata al mattino nella Casa di Reclusione di Quarto e proseguita nel pomeriggio nella Sala Consiliare del Comune. Un dibattito promosso per riflettere sul senso e il valore di questo approccio, anche come prospettiva culturale, e per progettare un itinerario verso una “città riparativa”.

Il cammino della giustizia riparativa ad Asti prosegue così il suo percorso. Si tratta, come ricorda il teorico Howard Zehr, di “un modello di giustizia che coinvolge la vittima, il reo e la comunità nella ricerca di una soluzione che promuova la riparazione, la riconciliazione e il senso di sicurezza collettivo”. Un’opportunità introdotta organicamente nel nostro ordinamento dalla riforma Cartabia del 2022.

La giornata si è aperta nel carcere con la presentazione del volume “Memoria e riparazione. A trent’anni dalle stragi, sguardi verso un futuro di libertà dalle mafie”, a cura di Andrea Patanè, organizzata dalla direzione e dall’area trattamentale della Casa di Reclusione. 

All’incontro, moderato dal Garante delle persone private della libertà personale, Domenico Massano, hanno partecipato la direttrice Giuseppina Piscioneri, il comandante della polizia penitenziaria Leonardo Colangelo, la capoarea trattamentale Monica Olivero, educatrici, agenti e un gruppo di persone detenute. Presenti anche l’assessore all’Istruzione Loretta Bologna, la Garante regionale Monica Formaiano, rappresentanti di associazioni, del volontariato e della scuola in carcere.

Sono intervenuti come relatori la professoressa Anna Lorenzetti, ordinaria di Diritto Costituzionale all’Università di Bergamo, il mediatore Filippo Vanoncini del Centro Giustizia Riparativa InConTra di Bergamo e Monica Delmonte del Centro di Giustizia Riparativa di Torino. 

"La giustizia riparativa rappresenta il passaggio verso un sistema penale che valorizza la riparazione delle conseguenze del reato", ha sottolineato la direttrice Piscioneri. Il garante Massano ha ricordato come il percorso sia nato su proposta di una persona detenuta lo scorso anno e abbia già prodotto una lettera dei detenuti per spiegare il concetto e stimolare l’interesse, oltre al progetto di lavorare per un’“Asti città riparativa”.

"La giustizia riparativa consente a chi ha commesso un crimine di uscire dalla logica di schiavitù che le organizzazioni mafiose spesso applicano", ha affermato Filippo Vanoncini. "È una giustizia dell’incontro, che permette alla vittima e all’autore di reato di riconoscersi nella propria umanità e nel proprio dolore".

Nel pomeriggio i lavori sono proseguiti in municipio con il Gruppo di lavoro sulle tematiche carcerarie e numerose realtà del territorio, alla presenza del Vescovo Marco Prastaro.

 È stato un momento per dare seguito al cammino intrapreso e riconoscere il valore di questa prospettiva anche in ambito culturale, con l’obiettivo di promuovere e sensibilizzare il territorio astigiano. 

Un cammino non semplice né scontato, ma che continuerà nei prossimi mesi.

Redazione

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A GENNAIO?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2025" su Spreaker.
SU