Attualità - 27 gennaio 2026, 13:02

"Non diamo nulla per certo": Asti ricorda la Shoah tra memoria e responsabilità [FOTO E VIDEO]

La città si stringe intorno alle vittime della deportazione nazifascista con cerimonie in Prefettura e al cimitero ebraico. Il monito delle istituzioni: "L'indifferenza è più colpevole della violenza"

Le immagini della giornata negli scatti di Efrem Zanchettin

Le immagini della giornata negli scatti di Efrem Zanchettin

 “Oggi ricordiamo la pagina più buia della storia”. Con queste parole si è aperta in Prefettura ad Asti la cerimonia ufficiale per la Giornata della Memoria, dedicata al ricordo delle vittime della Shoah e di tutte le persecuzioni operate dal regime nazifascista.

La cerimonia in Prefettura: ad Asti 57 deportati, 3 sopravvissuti

Durante l’incontro è stato ricordato anche il dramma vissuto dal territorio astigiano: 57 ebrei deportati, solo tre fecero ritorno, tra cui Enrica Jona, matricola A8472, simbolo di una tragedia che ha colpito anche le comunità locali. Alla cerimonia hanno preso parte diversi studenti astigiani, a testimonianza del ruolo centrale delle nuove generazioni nella custodia della memoria.

Nel suo intervento, il prefetto di Asti Claudio Ventrice ha richiamato il significato istituzionale e civile del 27 gennaio: “Essere memori è un dovere. Questo giorno richiama l’articolo 1 della legge che ha istituito la Giornata della Memoria, dedicata agli italiani ebrei che hanno sperimentato la prigionia e la morte. Milioni di persone sono state perseguitate e uccise perché considerate diverse”.

Un ricordo che, secondo il prefetto, deve essere concreto e consapevole: “Ricordare significa restituire un volto, una voce e una dignità. Allenare la memoria è necessario, perché certi accadimenti non devono ripetersi più. Comprendere è impossibile, conoscere è necessario, come scrive Primo Levi”. Ventrice ha poi messo in guardia dall’illusione che simili tragedie appartengano solo al passato: “Non è vero che l’orrore non ci riguarda, che a noi non può accadere. Liliana Segre ci ricorda che l’indifferenza è più colpevole della violenza stessa. Oggi vale ancora, di fronte ai tanti orrori del mondo. Ragazzi, voi siete il nostro vaccino: oggi, a differenza di allora, abbiamo gli strumenti per evitare che questo accada ancora”.

Rasero: "L' Olocausto nasce dall'indifferenza di tutti"

È quindi intervenuto il presidente della Provincia Maurizio Rasero, che ha ampliato lo sguardo all’intero fenomeno dell’Olocausto: “Parliamo di circa 13 milioni di persone uccise: non solo ebrei, ma anche omosessuali, zingari, oppositori politici. L’Olocausto nasce da un percorso lungo: le leggi razziali hanno macchiato la nostra civiltà e la nostra storia”.

Rasero ha indicato nell’indifferenza una delle radici più pericolose della tragedia: “Le leggi razziali partono dall’indifferenza. E oggi, ogni giorno, esiste qualche forma di indifferenza: dal non denunciare, dal non saper dire no. È importante concentrarsi su chi ha detto no e ha pagato le conseguenze. Lo facciamo anche con l’Israt, attraverso tanti appuntamenti”.

Una riflessione personale ha concluso il suo intervento: “Sono nato nel 1973, in un periodo in cui sembrava che la felicità fosse possibile e le guerre lontane. Oggi perché sono tornate le guerre? Perché alcuni governanti pensano di essere onnipotenti. Non diamo nulla per certo se non partiamo da noi stessi. Questa atrocità è stata pensata e realizzata con un’organizzazione quasi aziendale: è questo l’aspetto più agghiacciante”.

Nel corso della manifestazione è stato proiettato uno stralcio del documentario “Memoria – I sopravvissuti raccontano”, scritto da Marcello Pezzetti e Liliana Picciotto e diretto da Ruggero Gabbai. Il filmato restituisce, attraverso le testimonianze dirette dei sopravvissuti, tutta la drammaticità dell’esperienza concentrazionaria, offrendo un racconto potente e diretto dell’orrore vissuto nei lager.

A seguire, l’approfondimento storico di Barbara Berruti, ricercatrice e direttrice dell’Istituto piemontese per la storia della Resistenza e della Società Contemporanea, che ha ripercorso l’evoluzione del sistema concentrazionario nazista dal 1933 al 1945, fornendo agli studenti una chiave di lettura essenziale per comprendere la progressione degli orrori perpetrati dal regime.

La cerimonia si è conclusa con un gesto simbolico rivolto ai ragazzi: agli studenti presenti è stato consegnato il volume “La nostra memoria. I discorsi per non dimenticare la Shoah” del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, a testimonianza dell’impegno delle istituzioni nella trasmissione dei valori democratici e della memoria storica.

La commemorazione al cimitero ebraico: "Oggi l'antisemitismo è tornato tra noi"

La giornata è poi proseguita al cimitero ebraico per  una cerimonia partecipata per ricordare le vittime della Shoah. Un momento di riflessione profonda che ha visto la partecipazione di istituzioni, scuole e cittadini. L'evento ha assunto quest'anno un significato particolare, in un momento storico in cui i fenomeni di antisemitismo tornano a manifestarsi in Europa e nel mondo.


 

Presente Luigi Florio, presidente dell’associazione Italia-Israele: “Voglio ricordare come questa giornata debba celebrarsi non soltanto il 27 gennaio. Tutti stiamo assistendo a fenomeni di crescenze antisemitismo che erano già presenti in Europa e in Italia prima dei fatti del 7 ottobre e dalla guerra a Gaza che ne è scaturito e che indubbiamente hanno portato l'opinione pubblica mondiale prima a reagire in maniera sdegnata per quanto è successo il 7 ottobre in Israele e altrettanto per la ferocia della guerra scatenata nei confronti della popolazione di Gaza”.

Numerosi studenti hanno preso parte alla cerimonia provenienti dal liceo Artistico Alfieri e l’istituto Artom, dalla scuola media Jona e dall'istituto privato San Secondo.

 Il potere della memoria e della comunicazione


Apprezzamento dal parte dell’assessore alla cultura Paride Candelaresi: "Ringrazio la sensibilità degli insegnanti che, a costo di dover riprogrammare le proprie lezioni, hanno voluto portare qui i propri alunni", sottolineando l'importanza educativa di questi momenti.
Ricordata la storia di Andra e Tatiana Bucci, le sorelle deportate da bambine ad Auschwitz e miracolosamente sopravvissute. Il loro racconto pone l'accento sull'indifferenza di chi non volle credere o ascoltare, un monito ancora attuale.
Aggiunge Candelaresi: "Abbiamo oggi la fortuna di disporre di tutti gli strumenti di comunicazione per concentrarci su queste storie", un richiamo alla responsabilità di utilizzare i mezzi moderni per diffondere la conoscenza storica e contrastare il negazionismo.

Presenti l’assessora all'istruzione Loretta Bologna, la consigliera regionale Debora Biglia, una rappresentanza dell’Associazione nazionale Alpini della di Asti, che hanno suonato il silenzio fuori ordinanza e Guido Anau Montel, in rappresentanza della Comunità Ebraica di Torino.
Loretta Bologna ha evidenziato come sia "fondamentale mantenere viva la memoria attraverso film e documentari", citando come esempio il film da poco uscito "Norimberga", che ricostruisce i processi ai criminali nazisti.
Debora Biglia ha ribadito con forza: "È un dovere essere qui, l'importante è non rimanere indifferenti a tutto ciò che può essere ogni sorta di azione di odio. Non si può più far credere che esistono persone sbagliate e che non meritino di vivere in questo mondo".


Guido Anau Montel ha ringraziato la città di Asti "come discendente delle persone che in molti casi aiutarono i cittadini astigiani di religione ebraica a fuggire alla persecuzione".
La cerimonia si è conclusa con la lettura di brani di Liliana Segre ed Enrica Jona, affidati alla voce di Aldo Delaude, momento intenso che ha permesso ai presenti di riflettere sulle testimonianze dirette di chi ha vissuto l'orrore della Shoah.

Alessandro Franco - Giulia Frontino

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