"L’Asl di Asti si colloca all’ultimo posto in Piemonte per il ricorso alle prestazioni aggiuntive, uno degli strumenti chiave per abbattere le liste d’attesa. Nel 2025 ne sono state erogate solo 3.948, con un’incidenza dell’1,9% sulla popolazione residente. Un dato che stride con quello di altre province di dimensioni simili: Biella, con meno abitanti, ne ha avute oltre diecimila, mentre Alessandria guida la classifica regionale con 55 mila prestazioni, pari a un’incidenza del 13%". A sollevare la questione è il consigliere regionale del Partito Democratico, Fabio Isnardi.
"Evidentemente, questa è la spiegazione che mi sembra possibile, la carenza di personale sanitario a livello nazionale è ancora più cronica in provincia di Asti, e questo a cascata ha reso insignificante l’impatto del tentativo di intervento correttivo", afferma Isnardi. Il consigliere, esprimendo vicinanza e ringraziamento al personale sanitario impegnato ogni giorno "con difficoltà insormontabili", chiede all’assessore regionale alla Sanità, Federico Riboldi, un’attenzione particolare per il territorio astigiano all’interno del piano straordinario per le liste d’attesa. "Se l’assenza di personale è il problema, penso l’assessore Riboldi dovrebbe dedicare all’Astigiano un’attenzione particolare, ponendo il tema delle assunzioni al primo posto".
Le possibili cause e le conseguenze sui cittadini
Isnardi si interroga anche sulle ragioni profonde del fenomeno: "Se invece c’è una ragione diversa, vorrei conoscerla: può essere la migrazione degli addetti verso il privato e verso altre Asl?". Quel che è certo, sottolinea, sono le conseguenze per i cittadini: "Cresce il numero di cittadini che si ritrovano a pagare per esami e cure, perché non trovano risposte nella Sanità pubblica. Aumenta anche chi rinuncia a curarsi perché non può permettersi questi costi: circa 400 mila persone in Piemonte".
Un ulteriore elemento di criticità arriva dal recente decreto "milleproroghe", che non ha confermato la possibilità di incarichi a medici e sanitari in pensione. "Questo lascerà presto scoperti molti servizi, con prolungamento ulteriore delle liste d’attesa", avverte Isnardi, citando come esempi concreti nel territorio la Diabetologia di Nizza Monferrato e Canelli e il Punto di Primo Intervento di Nizza, "i cui turni dei medici risultano al momento coperti per il 50% da pensionati".





