Attualità - 01 febbraio 2026, 13:30

Intelligenza artificiale in politica: l'arma del futuro o una minaccia per la democrazia?

Entrata prepotentemente nell'agone astigiano, il dibattito sull'uso dell'AI nelle campagne elettorali divide esperti e legislatori

Intelligenza artificiale in politica: l'arma del futuro o una minaccia per la democrazia?

Le guerre del futuro forse saranno combattute con l'intelligenza artificiale, ma quello che è ormai certo è che le prossime campagne elettorali lo saranno. Mentre a livello locale si assiste alla sfida digitale tra il sindaco Maurizio Rasero e l'ex assessore Mario Bovino, entrambi armati di strumenti di AI per generare contenuti e immagini, a livello globale si moltiplicano i dibattiti su un quesito fondamentale: l'uso dell'intelligenza artificiale in politica è giusto o sbagliato?

La risposta non è semplice, perché l'AI rappresenta insieme un'opportunità e una minaccia per la democrazia. Nel 2024, più dell'80% dei paesi ha registrato utilizzi osservabili di intelligenza artificiale nei processi elettorali, con il 90% dei casi concentrato sulla creazione di contenuti. Dalle immagini generate artificialmente ai video deepfake, dai messaggi audio agli avatar digitali, la tecnologia ha trasformato radicalmente il modo di fare campagna elettorale.

Le opportunità: democratizzazione e personalizzazione

I sostenitori dell'AI in politica evidenziano i benefici concreti che questa tecnologia può portare. L'intelligenza artificiale consente ai partiti e ai candidati di analizzare dati a una velocità e profondità difficilmente raggiungibile da analisti umani, utilizzando anni di strategie politiche e copertura mediatica per costruire campagne più efficaci. Per le campagne più piccole e le organizzazioni non profit, questi strumenti rappresentano una possibilità di democratizzazione, offrendo accesso a tecnologie sofisticate con costi contenuti o nulli.

L'AI permette inoltre di personalizzare la comunicazione politica, adattando i messaggi ai diversi segmenti di elettorato e aumentando il coinvolgimento di gruppi storicamente marginalizzati o difficili da raggiungere come i giovani elettori. I candidati possono utilizzare l'intelligenza artificiale per prepararsi ai dibatti, simulare risposte a domande difficili e persino esercitarsi a rispondere agli attacchi degli avversari nel loro stile retorico.

I rischi: disinformazione e manipolazione

Sul fronte opposto, i critici mettono in guardia contro i pericoli concreti che l'AI porta con sé. Il problema principale riguarda la creazione di contenuti manipolati o completamente falsi che possono confondere gli elettori, diffamare candidati avversari o distorcere il dibattito pubblico, alimentando disillusione e sfiducia. I deepfakes compromettono l'inclusione democratica dei cittadini, ostacolando gli sforzi per rendere conto ai rappresentanti politici e marginalizzando ulteriormente gruppi sociali vulnerabili come donne o minoranze etniche.

La granularità della disinformazione è aumentata drammaticamente grazie all'AI, con campagne elettorali che hanno prodotto video deepfake di leader mondiali come Joe Biden e Donald Trump che endorsavano partiti e candidati locali in Africa e Asia. Questi contenuti sintetici minano la qualità epistemica del dibattito pubblico, introducendo informazioni false o escludendo voci critiche, e polarizzano ulteriormente l'opinione pubblica, compromettendo il rispetto reciproco e la volontà di confrontarsi con idee opposte.

Le risposte legislative: tra libertà e controllo

Di fronte a questi rischi, diversi paesi hanno cercato di regolamentare l'uso dell'AI nelle campagne elettorali, con approcci diversi. Negli Stati Uniti, molti stati hanno adottato legislazioni che richiedono la divulgazione obbligatoria quando gli annunci politici contengono contenuti generati o sostanzialmente alterati dall'intelligenza artificiale, piuttosto che proibirne completamente l'uso. Il Minnesota ha invece scelto la strada del divieto totale, proibendo la circolazione di deepfakes non autorizzati di candidati politici quando realizzati con l'intento di danneggiare o influenzare le elezioni.

La costituzionalità di queste normative è però oggetto di contestazione. In California, una legge che proibiva la distribuzione consapevole di contenuti elettorali ingannevoli generati dall'AI è stata sospesa nel 2024 per violazione del Primo Emendamento, mentre un'altra legge è stata annullata nell'agosto 2025 per violazione della Section 230 del Communications Decency Act. In Italia, il nuovo quadro normativo sull'intelligenza artificiale approvato nel settembre 2025 stabilisce principi generali di trasparenza, proporzionalità, sicurezza e non discriminazione per lo sviluppo e l'uso dei sistemi AI, affidando all'Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale il ruolo di autorità di vigilanza.

Il fattore umano resta decisivo

Secondo gli esperti, la chiave per un uso etico dell'AI in politica risiede nel mantenere un controllo umano sui contenuti generati. L'analisi condotta da esseri umani è ciò che rende davvero preziosi gli strumenti di intelligenza artificiale: i team politici devono verificare la veridicità delle informazioni fornite dall'AI e perfezionare i messaggi per allinearli alle piattaforme dei candidati. Senza questo controllo umano, la capacità di elaborazione su larga scala dell'AI rischia di compromettere l'integrità politica e l'efficacia della persuasione.

La sfida che attende governi, partiti e cittadini è quindi duplice: sfruttare le potenzialità dell'intelligenza artificiale per migliorare la comunicazione politica e l'engagement democratico, senza cadere nella trappola della manipolazione e della disinformazione. Tra chi chiede regolamentazioni più stringenti e chi teme censure alla libertà di espressione, il dibattito resta aperto. Nel frattempo, le campagne elettorali continuano a sperimentare, e l'AI diventa sempre più uno strumento imprescindibile del confronto politico contemporaneo.

Alessandro Franco

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A FEBBRAIO?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2025" su Spreaker.
SU