Attualità - 02 febbraio 2026, 11:55

Addio a Maria Rita Parsi: la voce dei fragili che amava dialogare anche con Asti

La nota psicoterapeuta è scomparsa oggi all’età di 78 anni. Era legata al nostro territorio per la collaborazione con la scrittrice Mariella Lentini

Maria Rita Parsi

Maria Rita Parsi

Se n’è andata in punta di piedi, lasciando però un’eredità rumorosa di parole, battaglie e intuizioni che hanno segnato la psicologia italiana degli ultimi decenni. Maria Rita Parsi è morta oggi, lunedì 2 febbraio, all’età di 78 anni. Un lutto che colpisce il mondo della cultura nazionale ma che risuona con una nota di tristezza particolare anche qui, nell’Astigiano, terra con cui la professoressa aveva intessuto un dialogo fatto di stima professionale e affinità elettive.

Non era raro, infatti, che il nome della psicopedagogista, già membro del Comitato Onu per i diritti del fanciullo, si incrociasse con le iniziative culturali della nostra provincia. Il legame più tangibile e affettuoso resta quello la lunga collaborazione con la giornalista e scrittrice astigiana Mariella Lentini che aveva curato per lei ufficio stampa, editing dei suoi libri e organizzazione eventi.

 Maria Rita Parsi era venuta negli anni Novanta a presentare i suoi libri più volte, l'ultima volta nel 1999 per presentare il  primo libro della Lentini,  Eclissi d'amore sulla violenza alle donne di cui aveva scritto la prefazione così come per Santi compagni guida per tutti i giorni”, il volume edito da Espansione Grafica che ha raccolto un successo straordinario, giungendo alla quarta edizione.


In quelle pagine, la Parsi non si era limitata a un contributo di facciata, ma aveva saputo cogliere l’essenza del lavoro della nostra concittadina: la capacità di rendere le figure spirituali accessibili, umane, vicine ai bisogni quotidiani delle persone. Un riconoscimento che aveva dato lustro a un’opera nata all’ombra della Torre Rossa e poi capace di viaggiare ben oltre i confini locali.

"Una donna colta geniale ho imparato tanto lei, lavorare con lei era entusiasmante", ricorda commossa oggi Mariella Lentini che, per lavoro e amicizia frequentava spesso la sua casa. "La aiutavo a 360 gradi, anche come segretaria o assistente in redazione a Rete 4 nel 93 per la trasmissione Cara Maria Rita. Le volevo molto bene".

La sua voce, sempre ferma e appassionata quando si trattava di difendere i più piccoli, si è levata alta fino all’ultimo. Soltanto pochi giorni fa, a fine gennaio, era stata audita alla Camera dei deputati dalla Commissione parlamentare sulle periferie. Lì, con la lucidità di sempre, aveva parlato del disagio che cova nei margini delle città, di quella rabbia giovanile che spesso esplode in violenza perché orfana di ascolto e di prospettive.
Temi che oggi, alla luce dei recenti fatti di cronaca che hanno scosso anche il vicino capoluogo piemontese, suonano come un testamento spirituale e politico di urgente attualità.

Una vita dalla parte dei bambini

Psicoterapeuta, saggista, volto televisivo mai banale — ieri era attesa a Domenica In, un appuntamento mancato che ora sa di addio — Maria Rita Parsi ha speso l’intera esistenza a decodificare il dolore e la speranza.
Attraverso la sua Fondazione Movimento Bambino, ha portato avanti una battaglia culturale per rimettere l’infanzia al centro dell’agenda politica, convinta che "un bambino salvato è un pezzo di futuro che si accende".
Asti la ricorda così: non come un’ospite illustre di passaggio, ma come un’interlocutrice attenta, capace di riconoscere il valore della cultura di provincia e di nobilitarla con la sua firma. 
 

Una nota di cordoglio è giunta dall'ordine degli psicologi:  “Il Consiglio nazionale dell’Ordine degli Psicologi esprime profondo cordoglio per la scomparsa di Maria Rita Parsi, psicologa e psicoterapeuta di straordinario spessore umano e professionale, che ha dedicato l’intera sua vita alla tutela dei diritti dei bambini e degli adolescenti. Con il suo lavoro clinico, scientifico e istituzionale ha rappresentato per decenni un punto di riferimento imprescindibile per la psicologia italiana e internazionale, contribuendo in modo decisivo alla diffusione di una cultura dell’ascolto, della protezione e della responsabilità verso l’infanzia. Vogliamo ricordare con grande emozione il suo intervento intenso, generoso e appassionato all’ultima Giornata nazionale della Psicologia, lo scorso ottobre, testimonianza viva di un impegno continuo e di una voce capace di parlare al cuore e alla coscienza del Paese. Alla sua famiglia, ai colleghi e a tutti coloro che hanno condiviso il suo percorso va l’abbraccio commosso della comunità professionale delle psicologhe e degli psicologi, che continuerà a custodire e a far vivere il suo insegnamento”.

Betty Martinelli

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