Attualità - 03 febbraio 2026, 16:31

Comuni montani, il Piemonte potrebbe salire a 558: tra nuovi riconoscimenti e timori sui criteri

La bozza del ministro Calderoli amplia la platea regionale, ma senza l’elenco ufficiale resta cautela, mentre in provincia cresce la preoccupazione

Roccaverano

Il Piemonte vedrà aumentare i numeri dei Comuni montani secondo la bozza della nuova proposta del ministro degli Affari Regionali, Roberto Calderoli: si passerà dagli attuali 489 Comuni, cui si aggiungono 16 parzialmente montani, e dai 411 previsti nella proposta di dicembre 2025, fino a raggiungere quota 558.

La modifica, presentata in Commissione “Politiche della montagna”, che interessa anche la provincia di Asti, secondo la Regione garantirebbe una maggiore tutela, recuperando una parte consistente dei Comuni che erano stati esclusi nella prima proposta di decreto attuativo. Tuttavia, l’elenco ufficiale dei Comuni interessati non è ancora stato trasmesso dal Ministero, motivo per cui la Regione resta prudente sull’avanzare una valutazione definitiva.

“Una bozza che va nella direzione che come Regione Piemonte avevamo auspicato sin dal primo confronto con il ministro per gli Affari Regionali, chiedendo che si abbassasse la quota di altitudine media – commenta l’assessore regionale allo Sviluppo e Promozione della Montagna, Marco Gallo – una proposta coerente con l’impianto della legge nazionale, ma capace di superare alcuni ostacoli che rischiavano di escludere Comuni che presentano caratteristiche oggettive di montanità, in particolare sui territori appenninici, con ricadute pesanti sulle comunità locali”.

Resta però aperta la questione del concetto stesso di “montanità”. Nella nuova bozza diventano montani 15 Comuni oggi considerati di pianura, in prevalenza nel Cuneese, e 54 centri attualmente classificati come collinari, compresi diversi nell’area torinese. Realtà che, anche dal punto di vista socio-economico, presentano condizioni differenti rispetto alle difficoltà tipiche dei territori montani.

“Nel ringraziare il ministro per l’opera di mediazione portata avanti per addivenire in tempi brevi a un accordo che non comprometta l'imminente assegnazione di importanti risorse del fondo Fosmit – conclude l'assessore Gallo – auspichiamo si confermi ancora una volta attenzione per le osservazioni tecniche e politiche del Piemonte all’ultima bozza, senza che ciò possa pregiudicare l'intesa finale, che riteniamo importante per il futuro della montagna”.

Preoccupazione in provincia di Asti

Le modifiche apportate potrebbero alleviare le forti preoccupazioni presenti sul territorio astigiano. Il Consiglio provinciale di Asti, infatti, aveva approvato un ordine del giorno in cui esprimeva timori per gli effetti del riordino dei criteri previsto dalla legge del 12 settembre 2025, n. 131.

Secondo le simulazioni basate sui parametri altimetrici e morfologici, l’Unione montana Langa Astigiana - Valle Bormida, unica realtà montana riconosciuta in provincia, sarebbe passata da 11 a soli 3 Comuni classificati come montani: Roccaverano, Olmo Gentile e Serole. Una riduzione considerata drastica, che rischierebbe di compromettere l’accesso a contributi, agevolazioni e deroghe fondamentali per garantire servizi, sostenere l’agricoltura, contrastare lo spopolamento e valorizzare le aree interne.

Redazione