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Economia e lavoro | 02 febbraio 2026, 12:34

Riordino delle comunità montane: il Consiglio provinciale lancia l'allarme sui tagli

I nuovi criteri di legge ridurrebbero drasticamente i comuni montani astigiani, con gravi rischi per i servizi e i fondi. Rasero e Gallareto chiedono la revisione dei parametri: "Tutelare la Langa Astigiana e la Valle Bormida"

Roccaverano

Roccaverano

Il futuro della montagna astigiana è a rischio. O meglio, è a rischio il riconoscimento stesso della sua identità amministrativa, con tutte le conseguenze economiche e sociali che ne derivano. Il Consiglio provinciale di Asti ha approvato un ordine del giorno che suona come un campanello d'allarme sugli effetti della legge 131 del 12 settembre 2025, che rivede i criteri di classificazione dei comuni montani.

Le simulazioni parlano chiaro e delineano uno scenario preoccupante: l’Unione Montana Langa Astigiana – Valle Bormida, unico presidio montano della nostra provincia, vedrebbe i suoi comuni riconosciuti crollare da 11 a soli 3. Secondo i nuovi parametri altimetrici, si salverebbero soltanto Roccaverano, Olmo Gentile e Serole. Tutti gli altri verrebbero declassati, perdendo l'accesso a fondi, agevolazioni fiscali e deroghe normative vitali per la sopravvivenza di questi territori.

Gallareto: "Un territorio fragile che va difeso"

A spiegare le ragioni della preoccupazione è Luigi Gallareto, consigliere delegato alla montagna e alle aree interne.
“L’applicazione rigida dei nuovi criteri penalizzerebbe territori che, da sempre, sono riconosciuti come montani – sottolinea Gallareto –. Le ipotesi di modifica attualmente proposte risultano poco soddisfacenti, perché escluderebbero buona parte degli attuali comuni e la zona della Valle Bormida, un territorio omogeneo, particolare e isolato, unica area realmente montana della terra astigiana”.
La posta in gioco è alta: non si tratta solo di etichette, ma di garantire la continuità di servizi essenziali come l'organizzazione scolastica o le agevolazioni per l'assunzione di lavoratori agricoli stagionali, fondamentali per l'economia locale.

L'impegno della Provincia

L'ente di piazza Alfieri ha deciso di prendere in mano la situazione, promuovendo un confronto serrato con Regione Piemonte, Governo e Conferenza Stato-Regioni, coinvolgendo anche Anci e Uncem.
La Provincia di Asti – dichiara il presidente Maurizio Rasero si impegna a vigilare sulla corretta gestione del processo di riordino. Con la delibera approvata, ribadiamo il nostro ruolo di ente di area vasta a tutela delle comunità locali, affinché nessun territorio venga escluso dalle politiche di sostegno destinate alle zone montane”.
L'obiettivo è chiaro: rivedere i parametri di classificazione per evitare che la burocrazia cancelli, con un tratto di penna, la specificità di un territorio che lotta ogni giorno contro lo spopolamento e l'isolamento.

Redazione

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