Attualità - 04 febbraio 2026, 17:39

Colonie feline ad Asti: in visita alla "Casa dell'Avvogatto" e al cimitero [Galleria fotografica]

I volontari chiedono un tavolo permanente con il Comune e soluzioni concrete per gatti e caregiver

(ph. Merfephoto)

(ph. Merfephoto)

Questa mattina sei consiglieri comunali di opposizione –  Vittoria Briccarello,  Mario Malandrone, Maria Ferlisi, Michele Miravalle, Mauro Bosia e  Gianfranco Miroglio – hanno partecipato a un sopralluogo organizzato dall'Associazione Difesa Felini di Asti nelle colonie feline della "Casa dell'Avvogatto" e del cimitero cittadino. La visita, guidata dalla presidente  Mariangela Peronace, e dal volontario Luca Tomatis, assistente sociale e rappresentante dell'associazione, ha portato alla luce una situazione di grave abbandono e criticità che si trascina ormai da mesi, nonostante le ripetute segnalazioni formali inviate al Comune e all'Asl.

La "Casa dell'Avvogatto": una situazione in stallo

La colonia felina riconosciuta dal Comune di Asti presentava condizioni che mettevano a rischio sia gli animali che i volontari. Il terreno, di proprietà privata di un soggetto residente all'estero, ospitava i ruderi di un'opera incompiuta accessibile a chiunque, circondata da vegetazione fitta, automobili abbandonate (alcune date alle fiamme) e cumuli di rifiuti. All'interno dell'immobile furono rinvenuti sacchi di immondizia e persino la carcassa di un gatto in avanzato stato di decomposizione.

La vicenda aveva radici lontane: Francesco Cocchi, 81 anni, aveva gestito in solitudine la colonia per 15 anni, finché ad aprile 2025 l'Associazione Difesa Felini prese in carico la situazione dopo che l'anziano volontario non riusciva più ad accedere all'area impraticabile. I gatti sono intestati al Comune perché sterilizzati dall'ente, che però li aveva ricollocati in un'area di proprietà privata senza trovare soluzioni alternative.

Le segnalazioni ignorate e il progetto dell'"uso temporaneo"

A giugno 2025 l'Associazione ha inviato una prima segnalazione formale all'assessore all'ambiente Luigi Giacomini e all'ASL, proponendo un progetto pilota basato sull'istituto dell'"uso temporaneo" ex articolo 23-quater del Testo Unico dell'Edilizia, già sperimentato con successo nell'area metropolitana di Torino. L'istituto consentirebbe al Comune di assumere il possesso transitorio del bene per riqualificarlo senza modificarne la destinazione d'uso, attraverso l'approvazione del Consiglio Comunale. "La proposta è stata respinta senza motivazioni dall'assessore nell'unica occasione di confronto avvenuta" spiegano Tomatis e la Peronace.

Dopo la rimozione di due automobili abbandonate a luglio 2025, la Protezione Civile ha stimato i lavori necessari per ripristinare l'area, ma da allora nessun intervento concreto è stato realizzato. Ad agosto è stata segnalata alla Polizia di Stato una terza vettura bruciata. In autunno la situazione si è ulteriormente complicata con la presenza di un senza dimora che utilizza l'immobile come giaciglio, creando nei volontari – che accedono alla colonia tre volte a settimana sempre in coppia per ragioni di sicurezza – forte preoccupazione per la propria incolumità.

Durante il sopralluogo di questa mattina, i volontari ha ribadito come anche la progettazione dell'Oasi Felina di Revignano, dove il Comune vorrebbe trasferire i gatti, presenti criticità evidenti: "È vicina a una strada trafficata, senza i requisiti minimi di sicurezza per gli animali stessi. Se si arrampicano sugli alberi, come abbiamo visto stamattina, il rischio di fuga è altissimo".

Il nodo del tavolo permanente e dei fondi regionali

Una delle richieste centrali dell'associazione rimane la costituzione di un tavolo permanente che riunisca l'amministrazione comunale, i consiglieri di maggioranza e minoranza e tutte le associazioni animaliste del territorio. "Il tavolo è fondamentale perché consentirebbe di mettere insieme i diversi punti di vista e definire delle direzioni condivise su tutti gli argomenti che riguardano la tutela animale "  hanno spiegato durante la visita. Sul fronte dei finanziamenti, emerge un'altra criticità: l'associazione contesta la gestione dei 100mila euro del bando regionale per l'accesso gratuito alle cure veterinarie per i gatti randagi. "Il Comune non è riuscito a prendere soldi da quel bando, e ora ci risulta che i fondi siano finiti". 

La colonia del cimitero: strutture fatiscenti e richieste inevase

La situazione non è migliore nella colonia felina del cimitero di Asti, dove i volontari operano da oltre dieci anni in condizioni precarie. "I magazzini dove custodiamo i gatti sono fatiscenti, ci piove dentro, ci sono topi. Già all'epoca erano state fatte segnalazioni all'Asl veterinaria durante le visite annuali di controllo. Sono passati anni e tra un po' ci cadono i tetti in testa", ha raccontato Tomatis durante il sopralluogo.

Anche qui si inserisce la richiesta, avanzata dalla consigliera Briccarello, di disporre di una piccola stanza di proprietà comunale da destinare alla breve degenza post-sterilizzazione: "Parliamo di 1, 2, 3 settimane per ospitare i gatti operati, soprattutto nel periodo invernale. Una questione gestibile che migliorerebbe enormemente il benessere degli animali e l'efficacia degli interventi sanitari". La richiesta era stata avanzata a settembre con l'obiettivo di ottenere almeno questo spazio per l'inverno, ma anche su questo fronte le risposte sono mancate.

"Il Comune vuole fare da solo ma fa male"

"Il Comune vuole fare da solo ma fa male. Anzi, fa male perché vuole fare da solo", ha sintetizzato con una battuta Michele Miravalle  durante la visita. La critica più dura riguarda proprio la mancanza di partecipazione e coordinamento: "Viene usata a mani basse la retorica della partecipazione, poi nel lato pratico ci accorgiamo che non veniamo mai coinvolti davvero" spiega Miroglio.

"Il caso della "Casa dell'Avvogatto" ne è l'emblema: il Comune ha sterilizzato e microchippato i gatti intestandoseli, per poi ricollocarli in un'area privata abbandonata senza trovare alternative adeguate. Gli interventi di rimozione delle auto e di pulizia parziale sono stati realizzati senza mai coinvolgere l'associazione che, nel frattempo, si era assunta la custodia quotidiana della colonia  - denuncia Tomatis -  bisogna sapere preventivamente se è necessario spostare gli animali, come contingentare la zona. Non è che arrivi con le ruspe senza coordinamento".

Le richieste al Comune e alla Regione

L'Associazione Difesa Felini chiede ora interventi concreti su più fronti: la convocazione immediata del tavolo permanente con tutte le realtà associative del territorio; l'attivazione della procedura per l'"uso temporaneo" della "Casa dell'Avvogatto" con un progetto di riqualificazione condiviso; la messa a disposizione di uno spazio comunale per la breve degenza post-sterilizzazione; la ristrutturazione dei magazzini fatiscenti del cimitero; la trasparenza sulla gestione dei fondi regionali destinati alle cure veterinarie.

"Non chiediamo nulla di straordinario, ma solo di essere ascoltati e coinvolti nelle decisioni che riguardano gli animali di cui ci prendiamo cura quotidianamente, a nostre spese e con rischi per la nostra sicurezza", ha concluso Tomatis. La presenza di sei consiglieri di opposizione al sopralluogo di questa mattina potrebbe rappresentare un primo passo verso una maggiore attenzione istituzionale al tema, dopo mesi di richieste rimaste inevase.

Raccolta fondi sabato per sostenere le colonie

I volontari continuano intanto il loro lavoro quotidiano: tre volte a settimana, il lunedì, mercoledì e venerdì, si recano alle colonie sempre in coppia per questioni di sicurezza. "Uno dà da mangiare e l'altro guarda alle spalle, per ragioni di sicurezza" hanno spiegato durante il sopralluogo.

Tutti i  sabati l'associazione organizza una raccolta fondi presso negozi e store di animali della città  per sostenere le spese di mantenimento delle colonie feline e le cure veterinarie. Tutte le attività sono svolte a titolo volontario e autofinanziate dai membri dell'associazione.

Alessandro Franco

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