Lo scontro politico sulle violenze avvenute alla manifestazione di Torino del 31 gennaio approda anche ad Asti con toni accesi. Dopo l'attacco del coordinatore provinciale di Fratelli d'Italia Luigi Giacomini, che aveva chiesto ai consiglieri di "Uniti si può" Vittoria Briccarello e Mauro Bosia – presenti al corteo torinese – di dissociarsi pubblicamente dalle violenze, arriva la replica durissima del Partito Democratico astigiano.
A firmare la nota sono il coordinatore cittadino Enrico Panirossi e la segretaria provinciale Elena Accossato, che non risparmiano critiche né alla tempistica né al merito dell'intervento dell'esponente meloniano.
"Il calendario di Giacomini ha perso qualche foglio"
"Non sappiamo se il calendario dell'assessore Giacomini abbia perso qualche foglio, ma oggi è giovedì 5 febbraio e la manifestazione a cui fa riferimento si è svolta sabato 31 gennaio", esordiscono i due esponenti dem. Un ritardo di cinque giorni che, secondo Panirossi e Accossato, non sarebbe casuale: "Nei giorni che l'assessore ha impiegato ad applicare a livello locale la pessima e preoccupante strategia della sua leader Giorgia Meloni, le violenze di Torino sono state condannate da Elly Schlein, il sindaco Stefano Lo Russo, AVS, i sindacati, le associazioni, gli iscritti ai partiti dai dirigenti agli stagisti, i cittadini tutti mentre chiacchierano in ascensore con i vicini".
"La sinistra? Da sempre campione di autocritica"
I vertici del PD astigiano ricordano come la condanna delle violenze sia già arrivata, unanime, da tutto il campo progressista: "Dal 31 gennaio a oggi tutti gli italiani civili si sono indignati per quello che è successo. Figurarsi chi è di sinistra, da sempre campione di autocritica tanto da sconfinare spesso nell'autolesionismo".
Panirossi e Accossato si dicono comunque disponibili a ribadire l'ovvio: "Se oggi qualcuno lo riterrà opportuno, potrà spiegare ancora una volta a Fratelli d'Italia e ai suoi dirigenti che la violenza è sempre una scelta sbagliata, e che non ci può essere alcuna vicinanza con chi picchia, danneggia, spara, incendia".
La contro-domanda alla destra
Ma il comunicato rilancia la palla nel campo avversario: "A proposito: la destra è disposta a fare lo stesso? Perché se necessario possiamo fornire a Meloni e ai suoi un lungo elenco di fatti da condannare, su cui fino a oggi non abbiamo ritenuto necessario interpellarli, compresi altri episodi avvenuti sabato a Torino e che non sono diventati video virali".
Il cuore della critica dem riguarda quella che Panirossi e Accossato definiscono una strategia comunicativa deliberata: "Diamo per scontato che la violenza faccia orrore a tutti. Ecco, la strategia di Meloni è preoccupante proprio perché sembra voler dire: fino a prova contraria, alla sinistra piacciono quelli che menano i poliziotti".
Un approccio che i due esponenti del Partito Democratico giudicano con parole nette: "È una tattica politica strisciante, è velenosa, è una nuova crepa che questo governo e le destre mondiali stanno cercando di aprire in una società che al contrario dovrebbe investire sulla fiducia reciproca, sulla collaborazione, sul riconoscimento del valore del prossimo".
"Giacomini si ricordi delle sue deleghe"
La chiusura è affidata a una stoccata personale all'assessore: "A Giacomini, oltre a cercare i fogli mancanti del suo calendario, suggeriamo di recuperare quello che il centrosinistra ha dichiarato e proposto negli scorsi giorni sul tema delle manifestazioni e del mantenimento dell'ordine pubblico".
Panirossi e Accossato affondano il colpo finale: "Già che ci siamo, segnaliamo anche altre due o tre cose che nel frattempo potrebbero essergli sfuggite: è già qualche anno che detiene le deleghe a Sicurezza, Periferie e Ambiente. Speriamo non finisca come per la manifestazione di Torino e che se ne ricordi prima della prossima campagna elettorale".
Al coro delle proteste si aggiunge anche Mario Malandrone di Ambiente Asti che sottolinea: "Giacomini ha impiegato tre anni a riaprire il Movicentro , tre anni a decidere di arginare una discarica a cielo aperto , circa due anni per dare risposte alle problematiche di cCorso Matteotti , più di un anno per iniziare a lavorare su San Fedele , in ritardo di anni su Pums e altri piani ambientali, un po' di mesi per poi non rispondere e non attuare piani sulla problematica del centro, anni per i cestini di alcuni parchi , ha però biasimato gli automobilisti che non trovano parcheggio ad alzarsi prima . Però ha impiegato 5 giorni per attaccare la sinistra in particolare Briccarello e Bosia colpevoli di aver partecipato pacificamente a una manifestazione di piazza in difesa di spazi sociali . Il tempo é relativo per Giacomini , impiega tanto , troppo per attuare ciò per cui é pagato e pochi giorni per fare demagogia politica . Insomma é una tartaruga nel lavoro politico ,ma si trasforma in un muone ( particella relativistica ) se si tratta di attaccare . Ma anche quello lo fa sempre lentamente ( 5 giorni ) ...certo più velocemente che riaprire passarelle pedonali o occuparsi di sicurezza" .





