Cultura e tempo libero - 07 febbraio 2026, 18:55

La catena umana che ha spostato il cuore di carta della città [FOTO E VIDEO]

In corso Alfieri nasce una nuova oasi per i lettori astigiani: ieri il trasloco corale della libreria Alberi d’acqua

Il flash mob letterario del trasloco ad Alberi d'acqua

Il flash mob letterario del trasloco ad Alberi d'acqua

Un fiume di volumi è passato di mano in mano, attraversando la strada come un battito vitale che unisce il passato al futuro.

 La libreria Alberi d'acqua, storico presidio culturale indipendente attivo dal 1999, ha ufficialmente trovato la sua nuova dimora al civico 18 di corso Alfieri, lasciando la storica sede di via Rossini.

 Il passaggio non è stato solo un atto logistico, ma un vero e proprio rito collettivo che ha coinvolto decine di cittadini desiderosi di sostenere la cultura locale.

Una comunità in movimento

L'evento clou è stato il "Flash mob letterario del trasloco", svoltosi oggi pomeriggio alle 16  quando una folla ordinata di appassionati si è radunata per formare una catena umana, un simbolo potente di collaborazione che ha permesso di trasferire le ultime scatole di libri. 

"Venite ad aiutarci a fare della libreria una comunità di lettori", era stato l'invito lanciato dai titolari, e la risposta di Asti non si è fatta attendere, dimostrando quanto questo spazio sia radicato nel tessuto sociale cittadino.
"Sono commosso per la partecipazione a questo gesto simbolico. E' stato bellissimo per la mia idea di comunità. Ci tengo che la libreria sia di tutti e spostando i libri e passandoceli è stato molto significativo", ha detto il titolare Beppe Gnesotto.

Luci accese nel nuovo corso

Dopo la chiusura necessaria per l'allestimento, la libreria ha riaperto le sue porte già nella giornata di ieri, venerdì 6 febbraio. I nuovi locali promettono di essere ancora più accoglienti, pronti a ospitare presentazioni, incontri e quella cura nella scelta dei titoli che ha reso il marchio un punto di riferimento per la cultura astigiana. In un'epoca dominata dal digitale, vedere tante persone unite per trasportare fisicamente la cultura è un segnale di speranza che profuma di carta e di futuro.

Betty Martinelli

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