Sanità - 08 febbraio 2026, 15:33

Endometriosi, quando il dolore non è un tabù: al cardinal Massaia un ambulatorio dedicato

La Fondazione astigiana per la salute del territorio e Utea inaugurano il ciclo di incontri al polo Astiss con l'equipe di Ginecologia guidata da Maurizio Di Serio

Endometriosi, quando il dolore non è un tabù: al cardinal Massaia un ambulatorio dedicato

Nella maggior parte dei casi si presenta con un forte dolore pelvico che s’accentua durante le mestruazioni, o con disturbi intestinali o urinari che deviano l’attenzione ritardando pericolosamente la diagnosi. 

L’Endometriosi è una malattia cronica subdola: in Italia ne soffrono circa 3 milioni di donne, circa una su dieci in età fertile, ma spesso è trascurata, compromettendo la qualità della vita.

 Ha fatto luce sul tema la conferenza promossa dalla Fondazione astigiana per la salute del territorio e Utea che, sabato 7 febbraio al polo universitario Astiss in piazzale De André, ha visto protagonista l’equipe di Ostetricia e Ginecologia dell’Asl At.

Un nuovo punto di riferimento al cardinal Massaia

Sotto la guida del primario Maurizio Di Serio, specialista con un’ampia esperienza nella gestione della patologia ginecologica benigna e oncologica, il reparto ha impresso una svolta nell'approccio alla malattia. 

Le donne affette da Endometriosi vivono anni di dolore incompreso e frustrante, con effetti che in alcuni casi si traducono in condizioni invalidanti: si calcola che passino da 8 a 12 anni prima che la malattia venga correttamente riconosciuta”, ha spiegato il dottor Di Serio. 

Per questa ragione, nei mesi scorsi è stato attivato un ambulatorio specialistico che offre supporto in termini di diagnosi e cura.

 Il servizio è affidato alle dottoresse Isabella Gazzani e Marianna Pasquali che, insieme ai colleghi Francesca Petey ed Enrico Badellino, hanno illustrato le strategie per affrontarla.

Conoscere i sintomi per una diagnosi precoce

L’Endometriosi è caratterizzata dalla presenza di tessuto simile all’endometrio — la mucosa che riveste l’utero — al di fuori della cavità uterina. Può interessare ovaie, tube, peritoneo e talvolta intestino e vescica. 

I sintomi variano dal dolore mestruale molto forte alla stanchezza cronica, fino all'infertilità. In età fertile presenta un picco di incidenza tra i 25 e i 35 anni, ma l’adolescenza è spesso l'età di insorgenza dei primi segnali. 

Per la diagnosi “È essenziale una visita specialistica accompagnata da ecografia transvaginale. Inutili esami del sangue, biomarker, genetici, bioptici”, ha chiarito la dottoressa Gazzani.

Oltre la terapia: l'importanza di essere credute

Le opzioni variano a seconda dell'età e del desiderio di maternità: si va dalle terapie ormonali alla dieta anti-infiammatoria, fino alla chirurgia laparoscopica mini invasiva. 

Bruna Abramo, referente per il Piemonte dell’Associazione progetto endometriosi (Ape), ha portato la voce delle pazienti: “La società minimizza, ti sforzi di essere normale per evitare lo stigma di donna fragile o isterica. Non chiediamo una cura miracolosa, chiediamo solo di essere credute”. 

I lavori, introdotti dal consigliere della Fondazione Ferruccio Balistreri e dalla vice presidente dell’Utea Angela Motta, aprono la rassegna Parliamo di salute.

 Il prossimo appuntamento sarà sabato 14 marzo, dalle 8,30 alle 12, con il Dipartimento dei servizi.

Redazione

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