Come Amnesty International – Asti, esprimiamo profondo cordoglio e vicinanza alla famiglia, per la tragica morte della giovane Zoe Trinchero, brutalmente uccisa da un uomo, poco più grande di lei, per un rifiuto a Nizza Monferrato. Un efferato femminicidio che ha spezzato una giovane vita, che non può lasciare indifferenti e che ci deve spingere ad interrogarci sulle ragioni della grave persistenza della violenza di genere in Italia e del perché la cultura del consenso sia ancora lontana dal nostro quotidiano. Le donne in Italia vengono ancora uccise perché hanno detto no.
Come sancito dalla Convenzione di Istanbul, ratificata dall’Italia nel 2013, la violenza contro le donne è una manifestazione dei rapporti di forza storicamente diseguali tra i sessi, è una violazione dei diritti umani ed è una forma di discriminazione contro le donne. Per lavorare sulle radici del problema, che sono di ordine principalmente culturale è necessario un investimento serio e capillare sull’educazione all’affettività e sulla cultura del consenso educando alla gestione del rifiuto e promuovendo il rispetto reciproco. L’educazione è un importante strumento di prevenzione, di tutela e di cambiamento culturale.
Senza un impegno in questo senso, le leggi rischiano di perdere valore e troppe donne e ragazze continueranno a non essere protette. Da sempre come Amnesty International cerchiamo di lavorare in tal senso e dal 2020 lo stiamo facendo in particolare con la campagna #IoLoChiedo nella consapevolezza dell’importanza di un costante impegno educativo, di sensibilizzazione dell’opinione pubblica e di pressione sui governi in tal senso.
SOS Donna sostiene la campagna #iolochiedo a livello territoriale, occupandosi della sua divulgazione tramite il portale ufficiale. È un lavoro che richiede la partecipazione ed il coinvolgimento della società tutta. È necessario promuovere e pretendere, tutte e tutti insieme, un cambiamento radicale.
Simona Franzino - Responsabile Amnesty International Asti





