Oggi, davanti al municipio di Canelli, è stato celebrato il Giorno del Ricordo, dedicato alla memoria delle vittime delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata. La memoria, infatti, e il suo significato sono stati al centro degli interventi, sottolineando l'importanza che questa venga sottratta alle semplificazioni e alle letture ideologiche.

Il contesto storico è quello dell’immediato dopoguerra, quando la cessione di territori italiani alla Jugoslavia provocò l’esodo di oltre 350 mila persone e una lunga scia di violenze, rimaste per decenni ai margini del racconto pubblico. Solo negli ultimi anni, grazie al lavoro di storici e ricercatori, quella tragedia ha iniziato a trovare un riconoscimento più ampio.
“Oggi, Giorno del Ricordo, commemoriamo tutte le vittime di quei tragici fatti, ricordando anche Norma Cossetto, divenuta simbolo di quella tragedia, ragazza 23enne martire innocente della furia titina, che come migliaia di italiani fu vittima dei partigiani comunisti slavi - ha dichiarato Beppe Borrello - Un pesante tributo di sangue fu dato anche dalle forze dell'ordine italiane, ricordo i circa 250 Carabinieri ed i 75 Finanzieri vittime delle foibe, oltre ad innumerevoli membri delle altre nostre forze armate, passati per le armi per la sola "colpa" di essere italiani, e non dimentichiamo i numerosi religiosi”.
Al termine dell’intervento sono stati rivolti ringraziamenti alle autorità, alle associazioni, alle forze dell’ordine, ai volontari, ai giornalisti e ai cittadini presenti, oltre a chi non ha potuto partecipare alla commemorazione. Un ringraziamento particolare è stato espresso a Paolo Marmo e, a nome dei Giuliani, Istriani, Fiumani e Dalmati, è stato ribadito un sentito ringraziamento.

Alla cerimonia ha fatto pervenire il proprio contributo l’Unione degli Istriani - Libera Provincia dell’Istria in Esilio. Valerio Cignetti, a nome dell’associazione e del presidente Massimiliano Lacota, ha inviato un messaggio di saluto, ricordando l’impegno dell’Unione, fondata nel 1954 a Trieste, nella difesa dei diritti, della cultura e della memoria storica degli esuli istriani, fiumani e dalmati. Un’attività riconosciuta a livello istituzionale e portata avanti anche sul piano internazionale.
In seguito, la sindaca Roberta Giovine ha voluto ribadire come le vittime della storia vengano spesso rinchiuse in categorie astratte, ricordando, però, che dietro ogni definizione, ci sono persone, non etichette: “Quello di cui stiamo parlando oggi sono vittime che noi categorizziamo dentro delle scatole. In realtà, dentro ciascuna di queste c’è una persona”.
A proposito, un pensiero importante è stato rivolto a Zoe Trinchero, la diciassettenne morta lo scorso venerdì: “Questa vittima rientra in una di queste scatole, quella dei femminicidi. Ma anche qui si tratta di una persona, non di categorie. Liberiamoci, da ogni parte, di tutte le ideologie”. Infine la sindaca ha invitato tutti ad unirsi alla comunità di Nizza Monferrato per la fiaccolata di questa sera in ricordo della giovane vittima.
A chiudere la ricorrenza sono state le parole di Ruggero Bradicich, che ha raccontato la storia di quei territori e delle persecuzioni subite, chiedendo: “Perché è successo tutto questo?”.





