Attualità - 10 febbraio 2026, 10:53

Restiamo umani: il ricordo di Zoe e il rifiuto della barbarie

Le Acli invitano a non cedere allo sgomento e a lavorare sui sentimenti per evitare che il buio della psiche prenda il sopravvento

Restiamo umani: il ricordo di Zoe e il rifiuto della barbarie

Come possiamo porci di fronte allo sgomento e al dolore che ci vengono dalla violenza senza senso perpetrata per l’ennesima volta su una ragazza e alla sua conseguente morte, allo spegnimento di ogni sogno, sentimento, respiro?

Il femminicidio è terribile per le sue conseguenze e per la desolazione che crea intorno a sé: Zoe non è più, non ci saranno più i suoi giorni, i suoi sorrisi, i suoi passi, il suo scegliere un abito nell’armadio, la sua carezza a chi amava. Ma non saranno più molte altre cose, per chi l’ha voluta in questa vita, per tutti coloro che la conoscevano e, dobbiamo ricordarlo, per il suo assassino e la sua famiglia.

Il femminicidio è terribile perché è il segno brutale di un senso del possesso subumano e ingiustificato e tutte e tutti noi ne siamo sconvolti, sia come persone che come facenti parte di un’associazione che si impegna quotidianamente per la prevenzione di ogni forma di violenza. Spesso, nei nostri incontri su questi temi, ci siamo chiesti dove fosse finito “L’umano” in presenza di questi fatti che sembrano scaturire dalla caverna della psiche, e ancora ce lo chiediamo, senza tregua, senza consolazione e convinte/i che solo un profondo cambiamento culturale, un’educazione affettiva che parta fin dai primissimi anni, possa portare a un mutamento vero della situazione di noi tutte/i.

Grandi parole non ne abbiamo, anche se non possiamo quasi più sopportare. Ci uniamo al dolore della famiglia di Zoe e della comunità intera, ma anche allo spavento e al dolore che ci viene dal pensare a un gruppo di loschi personaggi riuniti con bastoni e livido odio sotto la casa di un presunto colpevole già condannato senza il beneficio del dubbio.

 Come diceva Vittorio Arrigoni, anche lui annientato, ma come tutti i puri, solo fisicamente, dalla violenza: restiamo umani. Perché è la nostra unica speranza.

Le ACLI provinciali di Asti, unitamente alle ACLI regionali del Piemonte e al Coordinamento Donne ACLI Piemonte

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