La spirale d’odio esplosa dopo l’omicidio di Zoe Trinchero non si è fermata davanti alla porta di casa della famiglia di Alex Manna: insulti sui social, frasi offensive in paese e telefonate dal contenuto così pesante da convincere i parenti del ventenne arrestato a lasciare Montegrosso per trasferirsi in un luogo più sicuro, tenuto riservato.
La comunità di Montegrosso d’Asti, già provata dalla morte di Matilde Baldi a dicembre, si sente di nuovo travolta da una terribile tragedia che colpisce ancora una volta una ragazza giovanissima.
Se da una parte il paese si stringe attorno alla famiglia di Zoe, dall’altra la famiglia di Alex è diventata bersaglio di insulti e minacce, partite dai social e poi sfociate nella vita quotidiana. Il padre del ragazzo si è rivolto ai carabinieri dopo telefonate dal contenuto ritenuto grave e credibile e i parenti hanno scelto di lasciare la casa in paese per trasferirsi in un luogo più sicuro, mantenuto riservato, per timore di ritorsioni.
Un dolore che si rinnova
In questo clima, il Comune di Montegrosso ha espreso “sgomento e profonda addolorata partecipazione” per la morte di Zoe, stringendosi in un abbraccio silenzioso alla famiglia e proclamando il lutto cittadino nel giorno dei funerali. L’Amministrazione ribadisce che “la violenza, in ogni sua forma, è inaccettabile”, e che quella contro una donna rappresenta un dramma che interpella le coscienze di tutti.
Il Comune invita inoltre cittadini, associazioni e realtà del territorio a partecipare alla fiaccolata per la legalità e la non violenza organizzata a Nizza Monferrato per stasera, martedì 10 febbraio, alle 20.30, con partenza da piazza del Municipio.
La presenza di tutti è sollecitata come segnale forte e unitario contro ogni forma di violenza, mentre l’Amministrazione assicura il proprio impegno a sostenere percorsi di sensibilizzazione ed educazione perché tragedie come questa non debbano più ripetersi





