C'è chi ha pazientemente atteso oltre un'ora in coda, sfidando le temperature rigide di gennaio e gli ambienti non riscaldati, pur di ammirare quel piccolo miracolo di artigianato e poesia. L'edizione 2025-2026 del grande Presepe artistico di Anna Rosa Nicola, ospitato nella splendida cornice di Santa Maria di Vezzolano, si è conclusa domenica 1° febbraio con un bilancio trionfale: 18.588 visitatori hanno varcato la soglia per perdersi nei dettagli infiniti delle miniature, registrando un incremento di oltre 3.000 presenze rispetto all'anno precedente.
Un'opera che conquista tutti
Non è il "solito" presepe, e forse è proprio questo il segreto del suo fascino magnetico. A parte la perplessità isolata di chi cercava un'impostazione più tradizionale, il giudizio del pubblico è stato unanime: un capolavoro. La maestria di Anna Rosa Nicola nel ricreare scene di vita quotidiana con un realismo quasi commovente ha lasciato a bocca aperta grandi e piccini, conquistando anche i visitatori più scettici.
Dalla Liguria al Trentino, dall'Umbria alla Valle d'Aosta, gruppi organizzati e famiglie sono arrivati ad Albugnano per un'esperienza che ha unito arte sacra e artigianato d'eccellenza.
La macchina organizzativa
Dietro i numeri da capogiro c'è un lavoro di squadra ormai rodato da 15 anni. Il sodalizio tra la direzione di Vezzolano, il Laboratorio Nicola Restauri, l’associazione La Cabalesta e l’associazione InCollina ha retto perfettamente l'urto delle giornate di punta. I volontari hanno gestito con il sorriso anche le inevitabili code "lumacose", garantendo visite guidate gratuite e aperture straordinarie infrasettimanali per smaltire l'afflusso.
Unica nota di colore (e qualche disagio): il passaggio di ben 256 cani, con un paio di "incidenti di percorso" prontamente risolti.
Arte che salva l'arte: i restauri
Ma il Presepe di Vezzolano non è solo bellezza per gli occhi; è un motore concreto di tutela per il patrimonio storico. Grazie alle offerte raccolte durante le 15 edizioni, sono stati finanziati numerosi interventi di recupero sui beni mobili dell'Abbazia. E la lista si allunga: stanno per partire i lavori sull'area sotto il Pontile (affreschi e altari), sulle iscrizioni funerarie e la pulizia dell'abside centrale, sempre a cura del Laboratorio Nicola Restauri di Aramengo.
Non solo cultura, ma anche solidarietà internazionale: una parte delle donazioni delle ultime due edizioni è volata in Tanzania, al St. Theresa Health Centre Wenda, per l'acquisto di strumenti medici e l'allestimento di sale operatorie.
Si chiude così un'edizione memorabile, dove la pazienza dei visitatori (compresi i 1.300 che hanno rinunciato solo per il troppo freddo) è stata ripagata dalla meraviglia di un'opera senza eguali.