Nella seduta di martedì 10 febbraio il Consiglio regionale del Piemonte ha tracciato una nuova linea di condotta istituzionale, approvando l’Ordine del giorno n. 412 che segna una netta presa di posizione contro chi trasforma il diritto di critica in devastazione. Il documento impegna Palazzo Lascaris a valutare e predisporre gli atti necessari per la costituzione di parte civile della Regione nei procedimenti giudiziari legati a manifestazioni che degenerano in violenze e danneggiamenti.
L'atto, depositato nel 2025, porta la firma del consigliere regionale Sergio Ebarnabo (Fratelli d’Italia). L'esponente astigiano della maggioranza ha voluto ribadire un principio fondamentale di convivenza civile: se da un lato deve essere garantito il massimo rispetto per chi sceglie di manifestare pacificamente il proprio dissenso, dall'altro deve vigere la tolleranza zero verso chi aggredisce le forze dell'ordine o devasta beni pubblici e privati.
Il provvedimento ha incassato un ampio consenso in aula, venendo approvato con i voti della maggioranza e senza alcun voto contrario, segno di una sensibilità condivisa sul tema della legalità e della tutela del patrimonio comune.

Soddisfatto per l'esito della votazione, il consigliere di Asti ha chiarito lo spirito della sua iniziativa, sottolineando come non si tratti di una misura estemporanea ma strutturale: "Non ho presentato questo Ordine del giorno per inseguire l’attualità, ma per affermare una linea: le istituzioni non devono restare spettatrici quando la violenza entra nelle nostre città", ha dichiarato.
L'obiettivo è duplice: tutelare l'immagine dell'ente e chiedere conto dei danni materiali subiti dalla collettività: "Chi devasta e aggredisce non esercita un diritto, calpesta i diritti degli altri e colpisce la comunità intera. La Regione deve poter valutare la parte civile quando vengono colpiti beni pubblici e sicurezza collettiva", ha aggiunto l'esponente di FdI.
Con il via libera dell'Aula, la palla passa ora all'esecutivo regionale. "Oggi nessuno ha votato contro: bene, ora la Giunta dia seguito all’indirizzo dell’Aula, perché legalità e difesa dell’interesse pubblico non sono negoziabili", conclude Ebarnabo, richiamando l'attenzione sul rispetto dovuto alle famiglie, ai lavoratori e a chi ogni giorno opera per garantire l'ordine pubblico.





