Economia e lavoro - 12 febbraio 2026, 16:15

Nuova linfa per l’occupazione a Villanova d’Asti: scattano 36 assunzioni a tempo indeterminato

Il piano di potenziamento del personale coinvolge principalmente lo stabilimento astigiano. L’età media dei nuovi entrati è circa 34 anni

Ph. A Lercara

Ph. A Lercara

In un quadro economico spesso segnato dalla precarietà, arrivano buone notizie per il mercato del lavoro locale. Lo stabilimento di Villanova d’Asti si conferma cuore pulsante della produzione industriale del Nord-Ovest grazie a un significativo piano di inserimenti che punta sulla stabilità contrattuale. La Dierre, storica azienda del territorio, ha infatti ufficializzato l'ingresso di 36 nuovi dipendenti a tempo indeterminato, a cui si aggiungono due ulteriori inserimenti a tempo determinato riservati alle categorie protette.

L’azienda fondata nel 1975 da Vincenzo e Alessandro De Robertis ha scelto di investire sulle risorse umane, trasformando precedenti rapporti di staff leasing in posizioni stabili. Una mossa che radica ulteriormente la presenza del gruppo nell'Astigiano, dove la società mantiene non solo il quartier generale, ma anche la progettazione e le linee produttive più importanti.

Giovani e stabilizzazioni

Analizzando l'identikit dei nuovi assunti, emerge la volontà di puntare su una forza lavoro giovane ma già formata. L’età media dei dipendenti regolarizzati supera di poco i 34 anni, segno di un investimento su profili che hanno davanti un lungo percorso professionale. Il 17 per cento dei nuovi contratti riguarda personale femminile.
Il focus è nettamente sbilanciato verso l'operatività: delle 36 assunzioni complessive, distribuite tra le sedi di Villanova d’Asti, Avigliana e Cornate d’Adda, ben 29 riguardano i reparti produttivi. È la conferma che, nonostante l'evoluzione tecnologica, la manifattura resta un settore ad alta intensità di manodopera specializzata.

Con queste nuove entrate, la “geografia” occupazionale dell'azienda vede l'Astigiano fare la parte del leone. Complessivamente, sono ora 604 le persone impiegate nella sede di Villanova, confermandola come il fulcro nevralgico dell'intera organizzazione.
A questi numeri si aggiungono i 43 addetti di Avigliana (Torino), specializzati nel comparto delle porte interne, e i 18 operativi nel sito di Cornate d’Adda (Monza Brianza), dedicato alle chiusure per garage. Un indotto occupazionale rilevante che supera le 650 unità complessive.

Il potenziamento dell'organico poggia su basi economiche solide. Il bilancio 2025 si è chiuso con un fatturato consolidato di 170 milioni di euro. Un dato interessante riguarda la ripartizione del business: se il 55 per cento è generato dal mercato interno, il restante 45 per cento deriva dalle esportazioni.
La capacità di portare il made in Asti in oltre 20 Paesi — tra Europa, Nord Africa, Cina e America Latina, con recenti aperture verso il Medio Oriente — si traduce dunque in un ritorno concreto in termini di occupazione locale. La strategia di internazionalizzazione, che negli anni ha visto nascere filiali in Germania, Francia, Spagna, Portogallo e Svizzera, continua così a generare ricadute positive dirette sul territorio di origine.

Redazione

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