Mostre - 13 febbraio 2026, 07:00

“Com’eri vestita?”: a Villafranca la mostra contro la violenza e i pregiudizi sullo stupro

In Sala Bordone dal 21 al 28 febbraio l’esposizione promossa da Comune, Amnesty International e SOS Donna per smantellare stereotipi e riportare l’attenzione sulla responsabilità del carnefice

La locandina della mostra

La locandina della mostra

Villafranca si prepara ad accogliere “Com’eri vestita?”, la mostra itinerante che combatte la violenza di genere partendo da una delle domande più ricorrenti – e più cariche di pregiudizio – rivolte alle vittime di stupro. L’inaugurazione è in programma sabato 21 febbraio alle ore 11 in Sala Bordone.

L’esposizione propone abiti reali che riproducono l’abbigliamento indossato dalle donne nel momento in cui hanno subito una violenza sessuale. Un percorso forte e diretto, pensato per smontare l’idea – ancora diffusa – che l’aspetto o il modo di vestire possano in qualche modo giustificare o provocare un abuso.

L’iniziativa è promossa dal Comune di Villafranca in collaborazione con il Gruppo astigiano di Amnesty International, che cura la diffusione nazionale del progetto, e con SOS Donna. La mostra è stata ideata dall’associazione di promozione sociale Libere Sinergie, che ha raccolto le testimonianze delle vittime e realizzato i contenuti narrativi, portati dal 2017 in numerose città italiane.

"Abbiamo pensato a “Com’eri vestita?” – spiega il sindaco Anna Macchia – prima del femminicidio di Zoe Trinchero, a Nizza Monferrato, e oggi riteniamo l’evento ancora più significativo per continuare a tenere alta l’attenzione contro la violenza di genere. È un’iniziativa utile per sensibilizzare le persone e in particolare i giovani, ai quali dobbiamo continuare a spiegare il valore della vita e del rispetto per le donne".

Dopo il saluto istituzionale del primo cittadino, all’inaugurazione interverranno Simona Franzino, responsabile di Amnesty International Asti, l’avvocato Davide Arri, difensore di donne vittime di violenza, e Laura Nosenzo, ideatrice del progetto SOS Donna.

"Obiettivo della mostra – sottolinea Simona Franzino – è smantellare stereotipi e pregiudizi secondo cui l’abbigliamento possa in qualche modo giustificare o provocare un abuso, spostando l’attenzione sulla responsabilità del carnefice e sulla necessità di un consenso libero e incondizionato da parte della donna".

La mostra resterà aperta fino al 28 febbraio con ingresso libero.

Orari: sabato 21 e 29 febbraio dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 16 alle 18; domenica 22 dalle 10 alle 12.30; da lunedì 23 a venerdì 28 dalle 10.30 alle 12.30.

Dal 3 marzo, grazie alla collaborazione tra Asl AT, Amnesty International e SOS Donna, l’esposizione sarà allestita anche all’ospedale Cardinal Massaia di Asti, proseguendo così il suo percorso di sensibilizzazione sul territorio.


 

Redazione

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