A quasi una settimana dalla tragedia di Canova, alle porte di Asti, la famiglia di Adriana Calosso, 67 anni, e del compagno Piero Giamello, 61, è ancora in attesa di sapere quando potrà celebrarli con un funerale. Il dolore per la loro morte si intreccia con l’incertezza burocratica: la Procura non ha ancora rilasciato il nullaosta necessario alle esequie, perché ha disposto l’autopsia sulle salme della coppia.
L’esame autoptico è programmato per venerdì e solo dopo i risultati sarà possibile fissare una data per i funerali, verosimilmente non prima della prossima settimana. Un’attesa che pesa come un macigno su figli, parenti e amici, ancora scossi dalle circostanze del frontale avvenuto lungo la statale per Torino, all’altezza del distributore di fronte all’ex Mirò.
Un appuntamento con il destino
Venerdì sera Adriana e Piero stavano tornando verso Asti a bordo della loro Punto bianca, dopo una serata serena a San Damiano, a casa del figlio di lei Simone, dove si erano ritrovati in famiglia per festeggiare il compleanno e passare del tempo con il piccolo Mattia, due anni. All’improvviso lo schianto con un’Audi A3 che procedeva in direzione opposta: l’utilitaria è stata sbalzata contro la cancellata del distributore e poi nel prato sottostante, un impatto che non ha lasciato scampo ai due occupanti.
Sull’altra auto viaggiavano un 32enne di Tonco e una 23enne di Barbaresco, rimasti feriti in modo grave: la ragazza, in codice rosso ma cosciente, è stata trasportata all’ospedale di Asti, mentre il conducente è stato trasferito in elisoccorso al Cto di Torino, dove è stato sottoposto a un complesso intervento chirurgico per i molteplici traumi interni.
Ad aggiungere dolore al dolore c’è il ruolo, terribile, che il destino ha riservato a Maurizio, l’altro figlio di Adriana, 40 anni. È stato lui il primo ad arrivare sulla scena dell’incidente: seguiva a distanza di qualche chilometro la Punto dei genitori e, vedendo i lampeggianti e le auto ferme, ha capito subito che in quel groviglio di lamiere c’era la macchina della madre e del suo compagno. E' stato proprio lui a chiamare i soccorsi
Per la famiglia, che vive tra Castagnole Monferrato – dove Adriana abitava in frazione Valenzani – a San Damiano, dove risiede l’altro figlio Simone e a Barbaresco dove risiedeva Piero, queste ore senza una data certa per l’addio definitivo sono una coda di sofferenza che rende ancora più difficile elaborare il lutto.
Una vita dedicata alla cura degli altri
Nel paese, il nome di Adriana Calosso è legato da decenni alla storica attività di famiglia: il bar gestito vicino al bivio per Refrancore, punto di riferimento per la comunità locale. Accanto a lei, da tempo, c’era Piero Giamello, formalmente residente a Barbaresco, che con Adriana condivideva la quotidianità e la passione per la famiglia allargata. La loro scomparsa improvvisa lascia un vuoto non solo negli affetti più stretti, ma anche in quei luoghi – dal bar di Valenzani alle strade che percorrevano ogni giorno – che ne custodiscono il ricordo.
Fino all’esecuzione dell’autopsia e al conseguente rilascio del nullaosta, non sarà possibile fissare la data dei funerali. Sarà allora che la comunità di Castagnole, di San Damiano e di tutto il territorio potrà stringersi attorno ai figli, ai familiari e alle persone che hanno incrociato Adriana e Piero sul lavoro, al bar o nei tanti gesti di cura che hanno segnato le loro vite.
Fino ad allora, il lutto resta sospeso, come una ferita aperta che attende di trovare almeno il conforto di un saluto condiviso.





