Un messaggio semplice, quasi sussurrato tra le vetrine di via Maestra a Nizza Monferrato, ma capace di risuonare più forte di mille discorsi ufficiali.
A notarlo è stata Angela Quaglia, figura storica della politica astigiana ed ex assessore comunale, rimasta colpita da un cartello esposto in un negozio della città in cui è nata. Il testo riporta un dialogo tra un figlio e sua madre: "Mamma, stasera esco con una ragazza... Che cosa posso portarle?". La risposta è una sola parola, scritta in maiuscolo: "RISPETTO".
Una riflessione dopo il femminicidio di Zoe
Il suggerimento arriva in un momento di profonda ferita per il territorio, ancora scosso dall'assassinio di Zoe.
In previsione dell'8 marzo, data in cui spesso si assiste a una retorica di circostanza fatta di mimose e frasi fatte sulla parità, Angela Quaglia sceglie di puntare sulla concretezza dell'educazione. "Trovo il messaggio sul RISPETTO molto più utile e significativo di tante parole", commenta l'ex assessore, sottolineando come la lotta alla violenza di genere debba necessariamente partire dalle radici, ovvero dall'insegnamento in famiglia e dal riconoscimento del valore dei sentimenti altrui.
L'idea, nata dalla sensibilità della titolare di un negozio nicese, ha spinto la Quaglia a formulare una proposta concreta per tutto l'Astigiano.
L'obiettivo è trasformare quel singolo cartello in una campagna di comunicazione diffusa e capillare, capace di invadere pacificamente le vetrine dei centri della nostra provincia.
Un appello ai negozianti dell'Astigiano
La proposta è rivolta direttamente alle associazioni di categoria e ai singoli esercenti: "Non sarebbe possibile una campagna di comunicazione che veda affisso in tutti i negozi un cartello simile?".
Secondo l'ex esponente della giunta, si tratterebbe di una spesa minima per le casse comunali o per i commercianti, ma con un impatto sociale enorme perché veicolerebbe un messaggio forte e comprensibile a chiunque passi per strada.
Sarebbe un modo diverso di celebrare la Festa della Donna, trasformando ogni piazza e ogni via in un luogo di riflessione attiva.
"Io ci spero", conclude Quaglia, auspicando che la sua sollecitazione venga raccolta dai sindaci e dai delegati alle Pari opportunità dei vari comuni della zona.
Educare al rispetto, in fondo, è un investimento a costo zero che può cambiare il volto di una comunità.





