Economia e lavoro - 22 febbraio 2026, 17:31

Mutui, a gennaio tasso fisso al 3,43% in Piemonte: +42 euro al mese su un mutuo da 140mila. Ad Asti le richieste più basse della regione

Il variabile resta più conveniente al 2,65%, con un risparmio di 55 euro al mese. In provincia di Asti importo medio richiesto di 111.231 euro e durata media di 22 anni, la più breve del Piemonte

Mutui, a gennaio tasso fisso al 3,43% in Piemonte: +42 euro al mese su un mutuo da 140mila. Ad Asti le richieste più basse della regione

Il 2026 del mercato dei mutui sembra essersi aperto così come si era concluso il 2025. Secondo i dati dell’Osservatorio di MutuiOnline.it, il TAN medio dei mutui a 20 e 30 anni a tasso fisso si conferma in leggera crescita, con il valore che nel primo mese dell’anno tocca il 3,43% (media di offerte standard e green), mentre il variabile si mantiene stabile al 2,65%, confermandosi l’opzione oggi più conveniente. A gennaio, infatti, la forbice tra le due tipologie di finanziamento si è aperta ulteriormente a favore del variabile, arrivando a 78 punti base in media: ciò significa che, considerando un mutuo a 20 anni da 140.000 euro, scegliendo questa opzione il risparmio medio sulla rata mensile rispetto al fisso è pari a 55 euro (752 euro contro 807 euro), per un totale di oltre 13.100 euro in meno da pagare sull’intera durata del finanziamento .

Se gli indici Euribor, riferimento per i mutui a tasso variabile, dal termine del ciclo di tagli Bce avvenuto a metà dello scorso anno sono rimasti stabili attorno al 2%, ciò non si può dire di quelli IRS, anchor point per calcolare gli interessi sui finanziamenti a tasso fisso. L’andamento di questi, che seguono l’andamento dei Bund tedeschi, riflette la fiducia nel mercato da parte degli investitori e negli ultimi mesi sta scontando l’incertezza geopolitica mondiale. Oggi sia la scadenza a 20 che quella a 30 anni superano il 3%, arrivando attorno al 3,16%, ovvero poco meno di un punto percentuale in più rispetto a 12 mesi fa. Di conseguenza, anche il TAN medio dei mutui a tasso fisso è superiore di 60 punti base rispetto a gennaio 2025 (quando era al 2,83%), con la rata media del mutuo considerato in precedenza che risulta oggi 42 euro al mese più cara rispetto a 12 mesi fa (765 euro contro 807 euro), per una spesa totale maggiore di oltre 10.000 euro sui 20 anni di finanziamento.

Le tendenze in Piemonte e il focus su Asti


Secondo i dati dell’Osservatorio  relativi alla regione Piemonte, a gennaio 2026 la lunghezza media dei mutui ha toccato i 24 anni e 3 mesi, durata inferiore rispetto alla media nazionale di 24 anni e 10 mesi. Guardando all’importo medio richiesto, in questo primo mese dell’anno il dato nella regione è pari a 133.700 euro, al di sotto della media italiana di 151.400 euro, e anche il valore medio degli immobili è inferiore alla media, con 199.600 euro contro 234.200 euro. In Piemonte, inoltre, i richiedenti sono più giovani (39 anni e 2 mesi in media contro 39 anni e 3 mesi a livello nazionale) e il tasso fisso assorbe il 93,1% del totale delle richieste, con il variabile che pesa invece per il 4,7% del mix.

Analizzando i dati provinciali, a gennaio Verbania risulta essere la provincia dove i richiedenti di mutuo sono i più giovani della regione (36 anni e 2 mesi in media), mentre a Biella l’età media registrata è la più alta (42 anni e 11 mesi). Nelle province di Novara e Vercelli vengono concessi i mutui più lunghi, con il dato che tocca i 24 anni e 7 mesi, mentre i più brevi si registrano proprio ad Asti, dove la durata media si ferma a 22 anni e 3 mesi in media . Quanto all'importo medio richiesto, Verbania è in cima alla classifica con 148.980 euro, mentre la provincia di Asti è quella dove si chiedono le somme minori, pari a 111.231 euro in media a gennaio. Analizzando i dati riguardo il valore medio degli immobili, Verbania conquista nuovamente il primo posto con 240.745 euro, mentre Asti si trova in fondo alla classifica con 166.417 euro in media .

Nonostante il rialzo del tasso fisso, che resta comunque su un livello storicamente buono, il mercato oggi offre un’ampia gamma di soluzioni tra cui scegliere, con il tasso variabile che rappresenta un’interessante opzione per chi è più avvezzo al rischio. Accanto alla tipologia di tasso, un elemento chiave è poi la classe energetica dell’immobile, che può influenzare sensibilmente le condizioni applicate: i mutui green offrono tassi medi più bassi fino a 30-40 punti base rispetto alla media. Indipendentemente dalla soluzione scelta, se i tassi in futuro dovessero scendere resta sempre disponibile l’opzione della surroga, che permette di trasferire gratuitamente il mutuo da una banca a un’altra.

Redazione

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A FEBBRAIO?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2025" su Spreaker.
SU