Rosario Pecoraro, noto come “Tristezza”, è scomparso a 92 anni a Livorno, lasciando un vuoto nel mondo dei Palii italiani.
Nato nel 1933 a Lercara Friddi, in provincia di Palermo, il fantino siciliano ha scritto pagine memorabili non solo a Siena e Legnano, ma anche nel cuore di Asti, dove la sua vittoria del 1969 rimane un mito indelebile.
Il trionfo del ’69 con il Borgo San Pietro
Pecoraro centrò il Palio di Asti il 19 settembre 1969, in sella a Skygirl – ribattezzata “Losna”, fulmine in piemontese – per il Borgo San Pietro, regalando al rione la sua seconda vittoria storica. Quella corsa fu un capolavoro di strategia e potenza, con “Tristezza” che dominò la competizione cavalcando a pelo e confermando la sua fama di fantino versatile oltre i confini senesi.
Il Borgo San Pietro lo piange oggi come un eroe, protagonista di un’epoca d’oro per la tradizione astigiana.
Una carriera tra Siena, Legnano e Asti
Esordiente al Palio di Siena nel 1955, Pecoraro corse 41 edizioni della celebre manifestazione toscana, vincendone cinque per contrade come Aquila, Selva, Istrice, Giraffa e Lupa.
A Legnano, nel 1956, portò la Contrada San Bernardino alla prima delle sue nove vittorie storiche, un’impresa che lo legò indissolubilmente anche al Palio lombardo. Dopo il ritiro da fantino, continuò come allenatore di cavalli in Toscana, passione che lo accompagnò fino alla fine.
Il lutto nel mondo del Palio
La notizia della morte ha colpito duramente le comunità di Legnano, Siena e Asti, dove il suo soprannome “Tristezza” nascondeva un carattere battagliero e un amore viscerale per la corsa. “Se rinascessi, rifarei il fantino”, diceva spesso, come riportato in interviste storiche.





