Economia e lavoro - 26 febbraio 2026, 07:00

Quando la stanchezza digitale ci fa abbassare la guardia

Viviamo in mezzo a mille distrazioni e notifiche che lampeggiano in modo incessante

Quando la stanchezza digitale ci fa abbassare la guardia

Viviamo in mezzo a mille distrazioni e notifiche che lampeggiano in modo incessante. Email sospette, alert di sicurezza, password da aggiornare, link da verificare. A un certo punto il cervello alza bandiera bianca e urla “Basta!”. Ed è proprio lì che nasce la security exhaustion, la stanchezza digitale che ci fa abbassare la guardia quando non dovremmo.

Non si tratta di preoccupazioni esagerate, come dimostra la cronaca recente. Secondo il bilancio 2025 della Polizia Postale, pubblicato a gennaio 2026, nel solo 2025 sono stati registrati 9.250 attacchi informatici e diramati oltre 49.000 alert per prevenire o contrastare minacce a sistemi di interesse nazionale. I casi trattati sono stati 51.560, con 293 arresti e 7.590 persone denunciate.

Ora, fermiamoci un secondo. 49.000 alert. In un anno. Non serve essere un hacker per capire che un’esposizione continua al rischio genera una sorta di assuefazione. Quando ricevi troppe notifiche di sicurezza, inizi a ignorarle. È un meccanismo psicologico classico, chiamato in inglese decision fatigue, ovvero quando l’affaticamento ci fa prendere decisioni sbagliate.

Il phishing cresce. E noi siamo più stanchi.

Il report ACN/CSIRT sul secondo semestre 2025 (pubblicato il 3 febbraio 2026) mostra un aumento significativo degli eventi cyber monitorati: 1.253 eventi (+30%) rispetto allo stesso periodo del 2024.

Ma c’è un dato per certi versi ancora più interessante: i 927 URL malevoli segnalati per phishing, contro i 579 del 2024. Una campagna contro una struttura sanitaria ha generato oltre 3.000 email fraudolente.

E qui sta il punto: il phishing funziona non solo perché è sofisticato, perché tocca corde emotive o perché fa leva sull’AI, ma anche perché l’utente medio non ce la fa più ed è più incline a:

  • cliccare senza leggere;
  • riutilizzare password deboli;
  • rimandare gli aggiornamenti;
  • fidarsi dell’urgenza (“ultimo avviso!”).

La stanchezza riduce la soglia di attenzione e lo scetticismo.

Security exhaustion nella vita quotidiana (anche quando giochiamo)

Gli attacchi online non colpiscono solo il mondo del lavoro o gli account di home banking, si verificano anche:

  • quando ti colleghi al Wi-Fi dell’hotel;
  • quando giochi online per staccare un po’.

Il gaming è una soluzione per decomprimere la mente. Ma proprio lì rischiamo di abbassare le difese. Per chi vuole continuare a giocare senza troppe ansie e preoccupazioni, le migliori VPN per Warzone sono un’ottima soluzione, purché garantiscano stabilità, routing preciso e ping basso.

La VPN per ridurre lo stress decisionale

Le reti private virtuali non sono strumenti di sicurezza che ci rendono invulnerabili. Non offrono uno scudo impenetrabile contro il phishing e non ci proteggono in automatico e in modo magico se usiamo password deboli.

Ma è innegabile che garantiscano uno strato di protezione in più grazie alla crittografia tra il tuo dispositivo e la rete. Questo significa che su Wi-Fi pubblici o reti condivise riduci l’esposizione e il rischio di intercettazione del traffico.

Ed è proprio qui che diventa interessante nel contesto della security exhaustion:

  • meno decisioni manuali;
  • meno controlli da fare ogni volta;
  • meno “frizione” mentale.

Quando una protezione è automatica, non devi “ricordarti” di essere prudente ogni secondo.

E la cybersecurity, oggi, deve funzionare così: integrata nella routine di tutti i giorni, riducendo il carico mentale che pesa ogni giorno su milioni di utenti.

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