Le strade e le piazze si preparano a riempirsi nuovamente di voci e rivendicazioni in occasione della Giornata Internazionale della Donna. Il collettivo Non Una di Meno Asti ha annunciato un’articolata mobilitazione che si svilupperà tra sabato 7, domenica 8 e lunedì 9 marzo, ponendo al centro del dibattito la lotta contro la violenza patriarcale, il diritto a un lavoro equamente retribuito e l’urgenza di una reale educazione psicosessuoaffettiva nelle scuole.
Il cuore delle giornate di lotta è profondamente segnato dalla memoria di Zoe Trinchero, la diciassettenne uccisa a Nizza Monferrato esattamente un mese prima dell’8 marzo per aver opposto un rifiuto. Proprio il tema del consenso diventa il perno politico della protesta, in aperta polemica con il Disegno di legge presentato da Giulia Bongiorno. Secondo le attiviste, la proposta di inserire nel codice penale il concetto di "volontà contraria" anziché quello di "consenso libero e attuale" rappresenta un pericoloso arretramento giuridico.
"Questa formulazione della destra di governo è maschilista e retrograda, un insulto alle donne e a tutte le vittime di violenza sessuale", spiegano le esponenti di Nudm, sottolineando come imporre la dimostrazione del dissenso significhi colpevolizzare nuovamente chi subisce l'abuso. "Vogliamo ribadire che solo sì è sì e che il sì è revocabile in ogni momento", concludono con fermezza.
La critica del collettivo si estende anche alle politiche economiche e lavorative attuali. Sebbene la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni rivendichi una crescita dell’occupazione femminile, le attiviste denunciano una realtà fatta di contratti precari, stagionali e part-time obbligatori, aggravata da un carico di lavoro di cura che grava quasi esclusivamente sulle donne. In questo contesto, viene duramente contestata la decisione di non estendere il congedo di paternità a 5 mesi, considerandola una scelta che penalizza la condivisione della genitorialità.
A livello locale, il mirino è puntato sulle politiche della Regione Piemonte. Nudm denuncia il collasso della sanità pubblica e la contestuale chiusura di consultori e ambulatori. Sotto accusa finisce in particolare l’operato dell’assessore Maurizio Marrone, criticato per i finanziamenti milionari destinati alle associazioni antiabortiste e per la gestione dei fondi europei legati al Bonus Vesta.

Il programma delle iniziative prenderà il via sabato 7 marzo a Torino, con il corteo che partirà alle 15 da Piazza XVIII Dicembre. In serata, la mobilitazione tornerà ad Asti presso la Casa del Popolo per un’apericena accompagnata dal concerto del coro degli studenti del Liceo Classico e dal live-painting dell'artista Letizia Veiluva, in arte Limber. I fondi raccolti durante la serata saranno devoluti al Centro Antiviolenza Transfemminista Marielle Franco di Alessandria.
Domenica 8 marzo le attività si sposteranno in piazza Statuto ad Asti. Dalle 15 alle 18 sono previsti laboratori gratuiti, dibattiti ed esposizioni artistiche, con uno spazio dedicato anche ai più piccoli. Alle 15.30 l'associazione La Principessa Racconta curerà letture e laboratori per bambini dai tre anni in su. La giornata culminerà nel corteo cittadino che partirà alle 18 da piazza Statuto per attraversare i luoghi simbolo del centro.
L’ultimo atto della mobilitazione è previsto per lunedì 9 marzo, in concomitanza con lo sciopero generale. Le attiviste astigiane si uniranno al corteo di Alba, con partenza fissata alle 18.30 da Piazza Garibaldi, per ribadire la necessità di un cambiamento sistemico e radicale.






