Sanità - 27 febbraio 2026, 13:05

Cure Palliative Asl AT, arriva l’ipnosi clinica e un ecografo per l’assistenza domiciliare

Nuove professionalità, donazioni e strumenti innovativi per rafforzare la Rete territoriale: “Assistenza sempre più qualificata e centrata sulla persona”

La consegna dell’ecografo all’equipe delle Cure Palliative: da sinistra Giusi Dapavo, il direttore generale dell’Asl AT Giovanni Gorgoni, il dottor Francesco Pinta, responsabile del servizio, il dottor Marcello Tucci, direttore della struttura complessa di Oncologia.

La consegna dell’ecografo all’equipe delle Cure Palliative: da sinistra Giusi Dapavo, il direttore generale dell’Asl AT Giovanni Gorgoni, il dottor Francesco Pinta, responsabile del servizio, il dottor Marcello Tucci, direttore della struttura complessa di Oncologia.

Si amplia l’expertise della Rete delle Cure Palliative dell’Asl AT, con nuove competenze e strumenti a supporto dei pazienti e delle loro famiglie. L’équipe, composta da medici e infermieri specializzati, opera con il supporto di psicologi, fisioterapisti, assistenti sociali e volontari, in un modello sempre più integrato sul territorio.

Tra le novità più significative c’è l’introduzione dell’ipnosi clinica come terapia complementare a quella farmacologica. A occuparsene è la dottoressa Valeria Bossotti, infermiera altamente specializzata e autrice di una tesi che ha coinvolto i pazienti seguiti in Assistenza Domiciliare Integrata presso l’Unità Operativa di Cure Palliative.

Grazie alla generosità della famiglia Nicchi, la “Stanza di Virgi e Nonno Giò”, nel reparto dedicato alle cure palliative, è stata arricchita con una poltrona reclinabile destinata alle sedute di ipnosi.

“In cure palliative è fondamentale valorizzare le abilità residue del paziente, anche in presenza dei rapidi cambiamenti tipici delle fasi avanzate di malattia – spiega il dottor Francesco Pinta, responsabile della Struttura –. L’ipnosi e la comunicazione ipnotica rappresentano strumenti utili attraverso i quali l’infermiere formato può aiutare il paziente nella gestione di sintomi quali ansia, insonnia, irritabilità, depressione, fatigue, dolore cronico, dispnea, tosse e nausea, oltre che degli effetti collaterali di alcune terapie. I pazienti riferiscono un miglioramento della sofferenza e del dolore dopo le sedute, con benefici a breve e lungo termine”.

Un ecografo per le cure a domicilio

Un ulteriore passo avanti è rappresentato dall’ecografo domiciliare donato dall’associazione Con Te ODV, grazie al contributo della famiglia del dottor Paolo Dapavo, dermatologo prematuramente scomparso nel luglio 2025.

Alla consegna, la moglie Giusi, anche a nome del figlio Daniele, ha espresso un sentito ringraziamento per le cure ricevute, sottolineando la capacità dell’équipe astigiana di coniugare professionalità, sensibilità e accoglienza.

L’ecografo consentirà di migliorare la gestione delle procedure interventistiche direttamente al domicilio del paziente, riducendo quando possibile la necessità di trasferimenti in ospedale. “Potenzierà il supporto assistenziale territoriale sia in fase diagnostica sia per procedure specialistiche come paracentesi, toracentesi, posizionamento di impianti vascolari e tecniche antalgiche, permettendo un controllo mirato del dolore con elevati standard di sicurezza e bassa invasività”, sottolinea Pinta.

Una rete integrata su tutto il territorio

La Rete delle Cure Palliative, avviata a novembre, punta a una maggiore efficacia delle attività su tutto il territorio aziendale attraverso modelli organizzativi unitari, basati sull’integrazione tra cure domiciliari, ambulatorio al Cardinal Massaia, consulenze nei reparti ospedalieri, nelle RSA e nell’Hospice Monferrato di Nizza Monferrato.

Fondamentale anche il capitolo formazione: le attività di aggiornamento rappresentano uno strumento essenziale per la crescita professionale dell’équipe e per il miglioramento continuo della qualità assistenziale. A questo scopo è destinato il monitor donato dalla famiglia Oddone.

“Le donazioni rappresentano un gesto di grande valore umano e professionale e testimoniano la vicinanza della comunità al lavoro quotidiano degli operatori delle cure palliative, impegnati a garantire un’assistenza sempre più qualificata, personalizzata e centrata sulla persona”, conclude il responsabile della Struttura.

Redazione

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