Cultura e tempo libero - 28 febbraio 2026, 14:11

“Bucaneve. Lettere dal fronte russo”: a Canelli le memorie dell'alpino Enrico Gallina chiudono i Precena storici

Sabato 7 marzo in biblioteca la presentazione del libro curato dalla nipote Liliana

Liliana Gallina

Liliana Gallina

Il breve ma intenso ciclo di incontri dei Precena storici, organizzati dall'associazione Memoria viva presso la biblioteca G. Monticone di Canelli (via G.B. Giuliani 29), giunge al suo appuntamento conclusivo. 

Sabato 7 marzo, alle 17, sarà Liliana Gallina a presentare il suo libro “Bucaneve. Lettere dal fronte russo di Enrico Gallina, alpino della divisione Cuneense” (edito da Tralerighe Libri).

Il volume è un viaggio toccante e doloroso nella memoria familiare e collettiva. 

Al centro della narrazione c'è la figura di Enrico Gallina, giovane di Santo Stefano Belbo arruolato nella Divisione Cuneense, partito per il fronte russo sul fiume Don nell'agosto del 1942.

 Il libro raccoglie le 96 lettere che l'alpino inviò alla famiglia durante la campagna di Russia: un epistolario prezioso che permette di ricostruire in presa diretta le esperienze, le paure, le sensazioni e la drammatica quotidianità vissuta in quei mesi.

La storia di Enrico si concluse tragicamente a inizio gennaio del 1943, quando venne catturato insieme ai resti della sua Divisione. Sopravvissuto alla terribile "marcia del Davai", l'alpino trovò la morte nel campo di prigionia sovietico numero 56 di Uciostoie.

A impreziosire e completare il quadro storico del libro sono le testimonianze di altri alpini reduci sopravvissuti alla tragedia. Tra queste spiccano i racconti di Settimio Giordano, compagno d'armi di Enrico, tramandati al figlio Giovanni, e quelli di Secondo Amerio, compaesano che narrò al figlio Giuseppe gli orrori di quelle settimane fatte di guerra, fame, morte e disperazione.

A riannodare i fili di questa storia è stata la nipote dell'alpino, Liliana Gallina. 

Nata nel 1997, residente a Santo Stefano Belbo, geometra e laureanda in ingegneria civile al Politecnico di Torino, Liliana ha sempre coltivato una profonda passione per le origini della propria famiglia. Interrogandosi a lungo sul destino dello zio mai conosciuto e caduto in Russia, ha approfittato del periodo di isolamento durante il lockdown per avviare una rigorosa ricerca storica, culminata poi nella stesura di questo libro.

L'incontro di sabato sarà moderato da Irene Bielli, vicepresidente di Memoria Viva. L'appuntamento, a ingresso libero, non sarà solo l'occasione per chiudere la rassegna e onorare la memoria degli alpini, ma offrirà anche lo spunto per un momento di condivisione: a margine della presentazione è infatti previsto un brindisi per celebrare la Giornata Internazionale della Donna, un gesto quantomai simbolico nell'anno in cui ricorre l'ottantesimo anniversario del riconoscimento del diritto di voto alle donne italiane.

Redazione

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