Un investimento complessivo di circa sei milioni di euro, diversi canali di finanziamento e l’obiettivo di evitare nuovo debito. Così, si delinea il progetto di quello che diverrà il prossimo polo dell’infanzia di Nizza Monferrato, pronto, secondo le previsioni, per il settembre di quest’anno.
Dalla progettazione al finanziamento: come si è arrivati a oggi
Come specificato poco sopra, il progetto iniziale è stato valutato per circa sei milioni di euro. Ma quale è stato l’iter? La prima svolta è arrivata con la candidatura ai fondi del Pnrr, che ha portato un finanziamento di 4 milioni e 230 mila euro, a cui si è aggiunto il contributo del Fondo per le opere indifferibili (FOI), pari a un incremento del 10%, vale a dire 423 mila euro necessari all’adeguamento del progetto in relazione all’aumento dei costi e, in particolare, ai requisiti ambientali richiesti dalla normativa.
La revisione tecnica, infatti, finalizzata al rispetto dei Criteri Ambientali Minimi (CAM) e del principio europeo DNSH (“Do No Significant Harm”), porta il quadro economico dell’opera a circa cinque milioni di euro, ai quali l’amministrazione ha deciso di destinare ulteriori 380 mila euro dal proprio disavanzo.
Il “Conto Termico 3.0” per cambiare lo scenario finanziario
Durante lo scorso Consiglio comunale, poi, è stata discussa la richiesta di accesso al “Conto Termico 3.0”, strumento destinato agli interventi di efficientamento energetico, mentre è stata approvata la sottoscrizione di un mutuo con la Cassa Depositi e Prestiti da circa 970 mila euro. L’operazione consente di riportare il valore complessivo dell’investimento ai sei milioni inizialmente previsti.
Il sindaco Simone Nosenzo ha sottolineato come la richiesta del “Conto Termico 3.0” per 1 milione e 350 mila euro potrebbe portare il Comune a non utilizzare il mutuo, alleggerendo così la spesa: “Questo ci permetterebbe di poter non utilizzare il mutuo e, al tempo stesso, recuperare la quota di avanzi di amministrazione che avevamo stanziato, per cui andiamo a completare il percorso di cui avevamo già parlato anche in Consiglio comunale - ha spiegato - Fondamentalmente, siamo riusciti a proseguire in tutto l’iter che ci eravamo dati e con tutti gli obiettivi che ne venivano fuori”.
Arredi innovativi: richiesta da 460 mila euro
Sempre a proposito del nuovo plesso scolastico, il Comune ha partecipato al bando “Arredi didattici innovativi per asili nido e scuole dell'infanzia” del Ministero dell'Istruzione e del Merito, che ha permesso la richiesta di 460 mila euro; risorse che, se assegnate, serviranno per arredi interni ed esterni, tecnologie didattiche e attrezzature educative sviluppate in collaborazione con la dirigenza scolastica.
“Grazie agli strumenti Pnrr, ma anche alla volontà chiaramente politica dell’amministrazione - ha concluso Nosenzo - credo che ci sia stata particolare attenzione verso gli edifici scolastici, per renderli più performanti dal punto di vista energetico e far sì che tutti i bambini che frequenteranno possano sfruttare spazi adeguati e strumentazioni innovative, che faranno parte del loro percorso di crescita”.





