Non è un caso isolato, ma una vera e propria emergenza regionale che sta colpendo migliaia di famiglie piemontesi.
Il sistema di distribuzione degli ausili per l'incontinenza, gestito attraverso un appalto centralizzato, è finito nel mirino delle critiche per ritardi cronici, mancate consegne e un'assistenza clienti definita dai cittadini come "un muro di gomma".
Al centro della bufera c'è la gestione delle forniture a domicilio, un servizio vitale per anziani e persone non autosufficienti che, in molti casi, attendono invano da oltre due mesi il materiale loro spettante di diritto.
Il grido d'allarme della consigliera Monica Canalis
Sulla questione è intervenuta con fermezza la consigliera regionale del Partito Democratico, Monica Canalis, che ha denunciato la gravità della situazione: “Il diritto alla salute e alla dignità delle persone non autosufficienti non può essere messo a rischio da inefficienze gestionali o logistiche. Riceviamo quotidianamente segnalazioni di famiglie disperate che, dopo decine di telefonate a vuoto ai call center, sono costrette a comprare i presidi a proprie spese. È un disservizio inaccettabile che colpisce le fasce più fragili della nostra popolazione e su cui la Regione deve intervenire con urgenza per garantire la continuità delle forniture”.
Secondo la consigliera, il problema risiede in un sistema di gara regionale che, nonostante i tentativi di riorganizzazione partiti proprio dall'Asl di Asti (azienda capofila per la distribuzione in tutto il Piemonte), non riesce ancora a smaltire l'ingente mole di ordini inevasi accumulatisi a causa delle inadempienze dei gestori.
L'odissea di un utente: 30 telefonate per un "no"
A dare voce a questo disagio è la testimonianza diretta di un cittadino che ha fatto arrivare la sua testimonianza alla consigliera.
La moglie, costretta su una sedia a rotelle, non riceve i pannoloni dal 13 dicembre scorso.
Nel carteggio allegato alla segnalazione, l'uomo descrive scene ai limiti dell'assurdo: “Per contattare il call center una persona deve provare almeno 20 o 30 volte. Quando rispondono, dicono che il problema è segnalato, ma la fornitura non arriva mai. Il corriere sostiene persino di aver consegnato, ma la farmacia smentisce tutto. Abbiamo dovuto sopperire acquistando di tasca nostra i pannoloni per due mesi, trovo questa situazione estenuante e umiliante” .
Nonostante l'avvicendamento di ditte nel corso dell'ultimo anno, la mole di arretrati — che in tutto il Piemonte supererebbe i 10.000 ordini inevasi — continua a pesare come un macigno sulla vita quotidiana dei pazienti e dei loro caregiver.
L'appello lanciato alle istituzioni è univoco: non si può permettere che la burocrazia e i problemi logistici ricadano sulle spalle di chi non ha voce per difendersi.





