Il Gruppo Stellantis chiude l’anno con una perdita netta di 22,3 miliardi di euro, travolto da 25,4 miliardi di oneri straordinari, necessari per riscrivere strategia e prodotti dopo aver puntato troppo sull’auto elettrica. E così annuncia che non ci sarà nemmeno il premio, nemmeno una tantum, per le lavoratrici e i lavoratori italiani.
Una decisione che è una beffa inaccettabile per chi da anni paga sulla propria pelle, le conseguenze di scelte industriali sbagliate. Gli Elkann e i vertici di Stellantis svendono il futuro dei lavoratori italiani, per proteggere i loro profitti.
Intanto hanno già venduto Iveco, il Lingotto, Villa Frescot (residenza dell’ Avvocato Agnelli), La Stampa, La Repubblica e tutta Gedi, l’editoriale di famiglia.
Anche il tanto annunciato rilancio di Mirafiori, legato alla produzione della 500 ibrida, si sta rivelando per quello che è: un annuncio senza sostanza, incapace di garantire livelli produttivi adeguati, continuità occupazionale e prospettive reali per il futuro dello stabilimento.
Ognuno dei propri beni fa quel che vuole, mi si dirà. E quindi gli Elkann hanno il diritto di vendere quel che vogliono.
E no. Non si può vendere la storia di Torino e del Piemonte. Il Lingotto, Mirafiori rappresentano la vita di centinaia di migliaia di persone che in quegli stabilimenti hanno speso tutta la fatica di una vita.
È perciò inaccettabile che tutto questo avvenga nel silenzio del Governo e della Regione Piemonte. Fino a quando Stellantis abuserai della nostra pazienza?





