La recente delibera della giunta comunale (QUI l'articolo) che istituisce una colletta alimentare per i gatti randagi nei supermercati della città non placa gli animi, ma anzi riaccende lo scontro tra l'amministrazione e il mondo del volontariato astigiano. A stretto giro, l'Associazione difesa felini ha diramato un durissimo comunicato stampa per prendere le distanze da un'iniziativa giudicata insufficiente e "calata dall'alto", rinfocolando le accese polemiche che si trascinano ormai dalla primavera dello scorso anno.
I problemi irrisolti e il nodo dei costi
Secondo l'associazione, rappresentata dal volontario Luca Tomatis, la decisione del Comune di Asti appare come "l’ennesimo tentativo maldestro di offuscare la vista dai reali problemi delle associazioni e delle colonie feline". I volontari, che lamentano di aver appreso la notizia direttamente dal nostro giornale senza alcun confronto preventivo con gli uffici competenti, pongono nuovamente l'accento sulle questioni irrisolte. Non risultano infatti chiarite le sorti della fatiscente "Casa dell'avvogatto" e del cimitero, così come resta lettera morta la proposta di costruire un tavolo di lavoro per partecipare congiuntamente ai bandi dedicati.
I volontari esprimono inoltre forti perplessità sulle modalità organizzative dell'iniziativa. "Ci teniamo a specificare che in questa iniziativa non appare chiaro chi si occuperà della gestione del cibo raccolto", si legge nella nota. Le critiche si estendono anche all'impianto politico del provvedimento: "Sconcertante poi come il Comune scarichi i costi del mantenimento delle colonie ai privati e alle loro donazioni, piuttosto che accogliere seriamente i volontari e sviluppare pratiche a basso impatto economico e ambientale".
L'attacco diretto all'assessore Giacomini
Il comunicato non risparmia pesanti critiche personali all'indirizzo dell'assessore all'Ambiente, Luigi Giacomini, proponente della delibera. Per l'Associazione difesa felini, sebbene qualche bustina di cibo in più sia sempre utile, l'operazione somiglia al tentativo di "lanciare un salvagente mentre il Titanic affonda". L'affondo politico è netto: "In sintesi non è che non va nulla bene, ma anzi non va bene questo assessore e la sua incompetenza".
La speranza riposta nella minoranza
Mentre l'associazione definisce le delibere prodotte "in camera caritatis" come "atteggiamenti assistenzialistici" e "un fumo negli occhi", si apre uno spiraglio di dialogo grazie all'interessamento dei consiglieri comunali di minoranza, in particolare di Vittoria Briccarello. La consigliera, che si è più volte palesata ai volontari partecipando a diverse riunioni, è in procinto di convocare un incontro aperto a tutte le associazioni del territorio.
"Sono queste le azioni che servono ai mici e ai volontari", conclude la nota dell'Associazione difesa felini, che si allinea apertamente "alle innumerevoli richieste pervenute da cittadini e consiglieri di minoranza per le dimissioni immediate dell'assessore Giacomini, attendendo fiduciosa la convocazione dell'incontro risolutivo".





