Cronaca - 05 marzo 2026, 08:12

Falso vino Dop e Igp, la Guardia di Finanza colpisce le frodi in cantina

L'operazione nazionale ha portato al blocco di 2,5 milioni di litri di prodotto, al momento non si hanno dettagli sull'eventuale coinvolgimento di aziende Astigiane

Falso vino Dop e Igp, la Guardia di Finanza colpisce le frodi in cantina

Il mercato vitivinicolo italiano, pilastro strategico dell'export agroalimentare nazionale, finisce sotto la lente d'ingrandimento delle autorità per un'estesa operazione di contrasto alle frodi. Sotto il nome in codice "Vinum Mentitum", l'attività investigativa condotta congiuntamente dall'Icqrf (Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari) e dal Nucleo Speciale Beni e Servizi della Guardia di Finanza ha portato al sequestro di circa 2,5 milioni di litri di vino. Il prodotto veniva presentato falsamente con certificazioni Dop e Igp, nonostante non rispettasse i rigidi parametri previsti dai disciplinari di produzione.

L'operazione, avviata nel corso del 2024, ha una portata prettamente nazionale e ha interessato i reparti territoriali di tutta la penisola. Nonostante la vastità dell'intervento, al momento non è dato sapersi se siano state riscontrate specifiche violazioni a carico di aziende dell'Astigiano. Nella nostra area, dove il vino rappresenta un asset economico di vitale importanza e un vanto d'eccellenza, l'attenzione resta altissima, ma dai dati ufficiali non emergono per ora coinvolgimenti diretti di produttori locali.

Le indagini si sono concentrate sulla prevenzione di pratiche illecite come l'uso di uve e mosti non conformi e la rivendicazione di provenienze geografiche diverse da quelle reali. Secondo l'analisi del rischio svolta dal Gruppo Anticontraffazione e Sicurezza Prodotti, molte di queste criticità sono emerse in risposta a fattori esterni che hanno messo sotto pressione la filiera, tra cui eventi climatici avversi, fitopatie, carenza di manodopera e l'impennata dell'inflazione.

I numeri dell'operazione delineano un quadro preoccupante: oltre al sequestro della merce, il cui valore complessivo supera i 4 milioni di euro, sono stati segnalati 24 soggetti alle autorità amministrative. Le ispezioni hanno inoltre evidenziato profonde divergenze tra le giacenze fisiche in cantina e le risultanze del registro dematerializzato Sian, portando alla contestazione di 59 violazioni e all'emissione di 11 diffide.

Oltre all'aspetto prettamente agricolo, l'attività coordinata dal colonnello Antonio Caputo ha fatto emergere pesanti irregolarità fiscali. Gli accertamenti hanno infatti svelato un'omessa documentazione di operazioni imponibili per oltre 280.000 euro e un mancato versamento dell'Iva per circa 800.000 euro, oltre a diverse violazioni in materia di accise e lavoro sommerso.

"I risultati dell'operazione confermano l'efficacia dell'azione sinergica nella tutela del Made in Italy", sottolineano i referenti delle forze coinvolte, ribadendo come l'obiettivo primario rimanga la garanzia di una leale concorrenza e la possibilità per i consumatori di compiere scelte d'acquisto consapevoli e sicure.

Redazione

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