Economia e lavoro - 05 marzo 2026, 12:27

Alessandria-Asti, cresce la difficoltà per le imprese femminili: calano del 6,5% in quattro anni

I dati della Camera di Commercio al 31 dicembre 2025 fotografano un comparto in sofferenza, ma con segnali positivi dalle imprese straniere e dalle società di capitale. Il presidente Coscia: "L'apporto delle donne resta fondamentale"

Alessandria-Asti, cresce la difficoltà per le imprese femminili: calano del 6,5% in quattro anni

 Sono 13.763 le imprese femminili operative nell'area delle due province al 31 dicembre 2025, pari al 23,1% del totale delle imprese registrate (59.464). Un dato che, se da un lato colloca il territorio al di sopra della media regionale (22,4%) e nazionale (22,3%), dall'altro segna un calo del 6,5% rispetto al 2022, con una flessione che interessa 953 imprese.

L'analisi diffusa dalla Camera di Commercio di Alessandria-Asti in occasione della Giornata internazionale della donna restituisce una fotografia articolata del tessuto imprenditoriale in rosa. Se il dato complessivo evidenzia una contrazione, con Alessandria che registra un -6,2% e Asti un -6,9%, emergono tuttavia fenomeni di segno opposto che meritano attenzione.

Alessandria prima in Piemonte per incidenza di imprese femminili

La provincia di Alessandria si posiziona al primo posto in regione per quota di imprese femminili sul totale, con il 23,4% : sulle 38.033 imprese complessive, 8.911 sono guidate da donne. Segue Asti al terzo posto (insieme a Vercelli) con il 22,6% , pari a 4.852 imprese su 21.431.

I settori in cui si concentra l'imprenditoria femminile confermano le tradizionali vocazioni del territorio: commercio e agricoltura assorbono da sole il 41% delle imprese rosa alessandrine, mentre nella provincia di Asti arrivano a coprirne il 47%. In sofferenza, nell'arco del quadriennio, risultano proprio questi comparti trainanti: ad Alessandria il commercio segna -10,7% e l'agricoltura -12,2%; ad Asti le flessioni sono ancora più marcate, con -13% per il commercio e -14,2% per l'agricoltura. Unico settore in controtendenza in entrambe le province è quello delle attività immobiliari, in crescita del 4% ad Alessandria e del 10,9% ad Asti.

Crescono le società di capitale e le imprese straniere

Sul fronte delle forme giuridiche, le imprese individuali restano largamente prevalenti (68,1% ad Alessandria, 75% ad Asti), ma sono le società di capitale a mostrare un trend positivo, con un incremento del 2,3% nella provincia alessandrina e del 4,1% in quella astigiana nel periodo 2022-2025. Un fenomeno che, come evidenzia il report, riguarda in realtà l'intero sistema imprenditoriale e non solo la componente femminile.

Particolarmente significativo è il dato relativo alle imprese femminili straniere, che crescono in modo sostenuto: +10,5% ad Alessandria e +7,5% ad Asti rispetto al 2022. Nella provincia alessandrina rappresentano il 13,8% del totale delle imprese rosa (1.231 unità), in quella astigiana il 13,9% (674 unità). Le titolari provengono prevalentemente da Romania, Albania, Cina e Marocco, con una forte concentrazione nei settori del commercio e della ristorazione.

In calo, invece, le imprese giovanili femminili: ad Alessandria si attestano a 788 unità (-4,6% sul 2022), mentre ad Asti subiscono un calo più netto, con 406 imprese e una flessione del 17,1%. Le imprese artigiane femminili resistono meglio: -3% ad Alessandria (1.870 unità) e -1% ad Asti (906 unità).

Coscia: "Difficoltà generali, ma le donne portano specificità uniche"

A commentare i dati è il presidente della Camera di Commercio di Alessandria-Asti, Gian Paolo Coscia, che invita a leggere il fenomeno in una prospettiva più ampia. "Il rallentamento della componente rosa nel tessuto imprenditoriale locale non va letto come un dato isolato, ma come lo specchio di una congiuntura economica complessa", spiega. "Il calo delle imprese femminili non deve stupire: è parte di una contrazione generale che sta investendo l'intero sistema produttivo, con particolare incidenza nel Nord Italia."

Secondo Coscia, sono molteplici i fattori che frenano la nascita e la tenuta delle aziende: uno scenario internazionale iper-competitivo aggravato dall'instabilità geopolitica, lo shock energetico e il costo delle materie prime, la crisi del commercio di vicinato schiacciato dall'e-commerce. "Le difficoltà che colpiscono le imprese femminili sono le medesime che affliggono la generalità del sistema economico", prosegue il presidente.

In questo contesto, l'ente camerale ribadisce la propria missione strategica: supportare lo sviluppo territoriale affinché il sistema-impresa possa tornare a crescere. "L'apporto delle donne resta fondamentale", conclude Coscia. "Le imprenditrici portano con sé specificità uniche: una spiccata capacità organizzativa, attenzione ai dettagli e una naturale propensione alla cura e alla crescita dei progetti. Sostenere loro significa sostenere il futuro di tutto il territorio."

Redazione

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