La crisi internazionale esplosa in Medio Oriente si abbatte con violenza anche sull'agricoltura locale. A soli due giorni dall'attacco, il prezzo del gasolio agricolo è schizzato da 64 centesimi a oltre un euro al litro, segnando un incremento superiore al 35% . E le previsioni per le prossime settimane non lasciano presagire nulla di buono.
Ma non è solo il carburante a far tremare il comparto. L'intera filiera produttiva sta subendo ripercussioni pesanti: i concimi hanno registrato un aumento del 40% nell'arco di pochi giorni, mettendo ulteriormente in ginocchio migliaia di imprese agricole proprio alla vigilia dei lavori primaverili.
A lanciare l'allarme è Daniela Ferrando, presidente di Cia Alessandria-Asti. "In preparazione dei lavori primaverili di tutto il comparto, questa speculazione si abbatte con forza sugli agricoltori, operatori economici di un settore già largamente in difficoltà per i prezzi mal riconosciuti e per politiche europee che Cia non condivide, come il Mercosur e il Fondo Unico", denuncia Ferrando. "Siamo al lavoro per fare introdurre misure compensative, il settore agricolo si sta accollando un carico troppo pesante."
Sul fronte della politica interna, il direttore di Cia Alessandria-Asti Paolo Viarenghi punta il dito contro il recente DL Bollette, in particolare per quanto riguarda i tagli previsti al settore agricolo in materia di energie rinnovabili. "Gli scenari di politica internazionale si sommano a temi di politica interna: anche il DL Bollette, per quanto riguarda i tagli previsti al settore agricolo in fatto di energie rinnovabili, deve essere abbandonato", afferma Viarenghi. "Altrimenti, di questo passo, la situazione inciderà in modo sensibile sulla qualità delle produzioni agricole: le scelte imprenditoriali economiche dovranno necessariamente adeguarsi al contesto."
Un grido d'allarme che arriva da un comparto ormai al limite, stretto tra la morsa delle speculazioni internazionali e le scelte politiche nazionali ed europee, con il rischio concreto che a pagare il prezzo più alto siano la qualità delle produzioni e la sopravvivenza stessa delle imprese agricole del territorio.





