Attualità - 06 marzo 2026, 18:05

Imagine, la boutique di Asti svaligiata tre volte: "Ci hanno svuotato il negozio, ma non la voglia di ricominciare"

I titolari tornano a farsi sentire dopo la spaccata di fine febbraio: "Buttano giù la porta a mazzate alle cinque del mattino e nessuno chiama la polizia. Grazie Asti"

Imagine, la boutique  di Asti svaligiata tre volte: "Ci hanno svuotato il negozio, ma non la voglia di ricominciare"

La scritta apparsa oggi sulla vetrina di Imagine, la boutique di via Cavour, riassume in una frase la storia di una ferita aperta e di una resistenza silenziosa. Dietro quelle parole, scritte a mano sul cartone che copre i vetri in frantumi, c'è Bruna Musso con la figlia Cristina, che da anni gestiscono uno dei negozi di riferimento per l'abbigliamento femminile di lusso nel cuore della città.​

Nella notte tra il 28 e il primo marzo scorso, due uomini incappucciati hanno sfondato la vetrina di Imagine a colpi di mazza. Armati di pesanti martelli, hanno abbattuto il vetro rinforzato e fatto razzia di tutto ciò che si trovava sugli stendini: abiti e accessori del marchio Elisabetta Franchi, appena arrivati con la nuova collezione primaverile, per un valore stimato in oltre 70mila euro. Le telecamere interne hanno ripreso ogni passo dell'irruzione; la dinamica, rapida e chirurgica, lascia supporre che fuori li aspettasse un'auto pronta per la fuga. Dei ladri, al mattino, non era rimasta traccia — solo i manichini spogli nelle vetrine.

"Nessuno ha sentito niente"

Quano diffuso oggi dai titolari  cattura l'amarezza del risveglio: "Nessuno ha sentito niente. Buttano giù la porta a mazzate alle cinque del mattino e nessuno chiama la polizia. Complimenti. Grazie Asti". Un j'accuse diretto che sottolinea l'impunità del gesto in pieno centro storico, a due passi da piazza San Secondo.​​

"Hanno lasciato solo i manichini" — era stato l'amaro sfogo di Bruna  all'alba, davanti al negozio devastato. Un'amarezza che va oltre il danno economico: per la boutique di via Cavour si tratta del terzo furto subito in pochi anni. La prima spaccata documentata risale al gennaio 2017, quando i ladri avevano mandato in frantumi la vetrata della porta d'ingresso portando via capi di abbigliamento e calzature, in una serie di colpi che all'epoca colpì diversi negozi del centro storico.

La spaccata da Imagine non è un episodio isolato. A pochi giorni di distanza, anche la storica gioielleria Scarpa — dall'altro lato della stessa via Cavour — era stata presa d'assalto da una banda di quattro persone che, in meno di quattro minuti, aveva fatto sparire diamanti e oro per decine di migliaia di euro usando cesoie pneumatiche e piedi di porco. I residenti hanno scritto una lettera pubblica denunciando il senso di impunità: "Chi delinque torna perché si sente impunito". Confcommercio ha chiesto un'azione sinergica alle istituzioni, mentre l'opposizione in Comune ha invocato le dimissioni dell'assessore alla sicurezza.

Nei giorni successivi alla spaccata, Bruna e Cristina hanno sospeso l'attività. I ladri avevano lasciato il vuoto totale: nessuna merce da esporre, nessun inventario su cui contare, solo il costo di una riparazione straordinaria. La boutique — amata da una clientela che arriva da tutta la regione e non solo per i capi Elisabetta Franchi — si è ritrovata silenziosa e sbarrata nel mezzo di via Cavour.

E poi, oggi, quelle parole sulla vetrina ancora rattoppata: "Ci hanno svuotato il negozio, ma non la voglia di ricominciare." Un messaggio rivolto ai passanti, alla città, forse anche a chi ha compiuto il furto. Bruna e Cristina non si arrendono. Nel frattempo, le indagini dei carabinieri proseguono per dare un volto ai due incappucciati ripresi dalle telecamere.

Redazione

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