Nella tarda serata di ieri, 6 marzo, un incendio divampato nel sottoscala della caserma agenti della casa di reclusione di Asti ha rischiato di trasformarsi in una tragedia.
Nel locale, dove alloggia parte del personale di polizia penitenziaria, erano stati depositati detriti, neon e altro materiale che ha preso fuoco, sprigionando una densa coltre di fumo e creando una situazione di serio pericolo per chi si trovava all’interno della struttura.
Secondo quanto riferito dal sindacato Osapp, a preoccupare ulteriormente è stata la presenza dei neon, che in caso di esplosione avrebbe potuto causare danni gravissimi.
A scongiurare il peggio è stata la prontezza degli agenti che, notato il fumo, sono intervenuti immediatamente con gli estintori in dotazione, riuscendo a domare le fiamme prima che si propagassero ad altri locali della caserma.
Sul posto sono arrivati i vigili del fuoco di Asti, che hanno provveduto alle verifiche tecniche e alla completa messa in sicurezza dell’area interessata dall’incendio.
Fortunatamente l’episodio si è concluso senza conseguenze per il personale, ma ha riportato al centro il tema della sicurezza all’interno degli istituti penitenziari, già più volte segnalato dalle organizzazioni sindacali di categoria.
Proprio su questo punto interviene il segretario generale Osapp, Leo Beneduci, che sottolinea le criticità emerse: “Preoccupa il fatto che, secondo le prime informazioni, nessun allarme antincendio sarebbe scattato e non risulterebbe attivato alcun rilevatore di fumo. È evidente che la situazione avrebbe potuto degenerare e che solo una fortunata coincidenza ha evitato il peggio. Per tali ragioni chiediamo le opportune verifiche sui sistemi di sicurezza presenti nella struttura, a cura del V.I.S.A.G., il servizio di vigilanza sull’igiene e la sicurezza dell’amministrazione della giustizia”.





