Attualità - 09 marzo 2026, 14:15

Le “Brusaie” nel ricordo dell’8 marzo: al cimitero l’omaggio alle nove operaie morte nel rogo del 1944

La commemorazione organizzata dalle donne della CGIL di Asti davanti al monumento del “Brusaj”. Prima uscita per il neo segretario provinciale Beppe Morabito

Le immagini della cerimonia (Merphefoto)

Le immagini della cerimonia (Merphefoto)

Un momento di memoria e riflessione che ad Asti accompagna ogni anno la Festa della Donna. Questa mattina, al cimitero cittadino, si è tenuta la tradizionale commemorazione delle “Brusaie”, le nove giovanissime operaie morte nel rogo della fabbrica nel'  agosto 1944. L’iniziativa è promossa, come di consueto, dalle donne della CGIL di Asti che, insieme al sindacato, depongono fiori davanti al monumento dedicato alle vittime.

Alla cerimonia è intervenuta Laura Pepè, segretaria generale Nidil CGIL Asti. Presente anche il neo eletto segretario provinciale della CGIL, Beppe Morabito, per il quale si è trattato di uno dei  primi appuntamenti ufficiali dopo l’elezione alla guida della Camera del lavoro astigiana.

La commemorazione ricorda una delle pagine più dolorose della storia cittadina. Il 22 agosto 1944 un incendio divampò nella fabbrica di penne stilografiche Stilar, dove si lavoravano materiali altamente infiammabili come la celluloide. Le fiamme si propagarono rapidamente e nove ragazze, tra i 14 e i 23 anni, rimasero intrappolate e morirono tra le fiamme. 

I loro nomi – Rosa, Ester, Piera, Maria, Olga, Alda, Rosina, Ada e Giuseppina – vengono letti ogni anno durante la cerimonia, trasformando l’8 marzo in un momento di ricordo non solo simbolico ma profondamente legato alla storia del lavoro femminile in città. 

Davanti al monumento del “Brusaj”, come viene chiamato in piemontese, la commemorazione vuole ricordare che la Giornata internazionale della donna non è soltanto festa, ma anche memoria delle lavoratrici e monito sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. 

Ad Asti, da anni, questo appuntamento unisce il ricordo delle nove giovani operaie alla riflessione sui diritti e sulla dignità del lavoro femminile. Un gesto semplice – la deposizione di un fiore – che continua a tenere viva una ferita ancora presente nella memoria della città.

Redazione

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