Politica - 09 marzo 2026, 10:08

Il 'j'accuse' di Roberto Marmo infiamma la politica astigiana

Maurizio Rasero replica colpo su colpo all'ex presidente della Provincia: "Tredici anni di silenzio interrotti da troppe inesattezze"

Il 'j'accuse' di Roberto Marmo infiamma la politica astigiana

Le durissime critiche mosse da Roberto Marmo, ex parlamentare e già sindaco di Canelli nonché presidente della Provincia di Asti, nei confronti di Maurizio Rasero e della politica locale attuale non sono cadute nel vuoto. Il primo cittadino e attuale presidente della Provincia, accusato tra le altre cose di ritenersi "uno e trino" con chiaro e caustico riferimento messianico, risponde colpo su colpo, con altrettanta fermezza, mediante una nota stampa che riportiamo integralmente.

Leggo con un certo stupore le dichiarazioni di Roberto Marmo. Provo quindi a rispondere, punto per punto, per ristabilire un minimo di verità.

1. Marmo ha esordito ricordando che erano tredici anni, due mesi e otto giorni che non prendeva la parola. Devo dire che nessuno ne ha sentito la mancanza e, alla luce delle tante inesattezze e delle non poche sciocchezze pronunciate, forse avrebbe potuto serenamente continuare a tacere.

2. Dice di aver scelto Azione perché incarnerebbe il pensiero di don Sturzo. Purtroppo Marmo ci ha insegnato negli anni che il suo pensiero può incarnarsi praticamente ovunque e cambiare con sorprendente rapidità: quello che afferma un giorno può diventare il suo contrario il giorno dopo. Un esempio di straordinaria flessibilità politica che, più semplicemente, molti definirebbero inaffidabilità. Ricordo bene gli ultimi tempi trascorsi con lui in Provincia: licenziamenti immotivati di collaboratori, rapporti contemporanei con più partiti, il ruolo di presidente provinciale di Forza Italia mentre scriveva su carta intestata di un’altra formazione politica, “I Moderati”. Un metodo che molti ricordano bene.

3. Mi ha attaccato perché ricopro contemporaneamente la carica di sindaco di Asti e presidente della Provincia, sostenendo che sarebbe un caso unico. In realtà ha fatto una magra figura: dalla sala qualcuno gli ha ricordato che a Torino il sindaco Stefano Lo Russo è anche presidente della Provincia. Inoltre Marmo sembra ignorare che la riforma delle Province le ha trasformate in enti di secondo livello: la legge prevede esplicitamente che il presidente sia un sindaco.
Non ha nemmeno ritenuto corretto ricordare che per questo incarico non percepisco alcuno stipendio aggiuntivo.
E poi proprio lui parla? Ricordo bene quando, da presidente della Provincia, volle cumulare anche la presidenza della Cantina sociale di Canelli. Un’esperienza che purtroppo si concluse con un disastro: la chiusura della struttura e la perdita di posti di lavoro.

4. Sostiene che staremmo dimenticando i piccoli Comuni. In realtà, insieme a tutti i consiglieri provinciali, stiamo cercando ogni giorno di fare – come si dice – “mattoni senza paglia”, cercando di dare a tutti ciò che è possibile. Quando non si può, lo diciamo con onestà.
Oggi la Provincia non ha più il personale né le risorse di un tempo. Preferisco però un comportamento trasparente piuttosto che il metodo utilizzato allora: promettere tutto a tutti, anche quando si sapeva già che non sarebbe stato possibile realizzarlo. Tanto – evidentemente – il problema sarebbe ricaduto su altri.

5. Marmo critica poi l’assenza di opposizione in Provincia. Così facendo offende Mauro Bosia, che non è in maggioranza e che sa fare molto bene il suo ruolo di opposizione.
Offende però anche i tanti consiglieri provinciali che, gratuitamente e con grande senso di responsabilità, stanno cercando di lavorare insieme, al di là delle divisioni politiche, per dare risposte concrete al territorio.

6. Leggo poi un riferimento a Villa Badoglio. Evidentemente l’età gioca qualche scherzo quando parla di  “mancanza di visione” dell’attuale amministrazione provinciale. Ricordo infatti che chi ha speso soldi pubblici per ristrutturare quell’immobile è stato proprio Marmo. Lo ha fatto senza avere un progetto sostenibile su cosa farne dopo.
Il risultato è sotto gli occhi di tutti: costi di gestione elevati e una struttura rimasta per anni vuota e inutilizzata.

7. Se il buongiorno si vede dal mattino e l’intervento di Marmo doveva rappresentare il “nuovo che avanza” nel congresso di Azione, allora permettetemi di dire con chiarezza: no grazie. L’esperienza di una gestione “alla Marmo” l’abbiamo già vissuta e non credo che il territorio abbia alcuna nostalgia di tornare indietro.

8. Marmo si interroga sul perché Alba sia oggi più avanti rispetto ad altri territori. Davvero curioso sentirlo dire proprio da chi è stato presidente della Provincia di Asti per dieci anni. Forse qualche risposta dovrebbe provare a darsela lui stesso.

9. In ultimo, ricordo che in quella breve esperienza parlamentare che ha fatto, mi risulta che abbia votato la riforma delle province che le ha ridotte ad ente di secondo livello con tutto quello che ne è conseguito

Maurizio Rasero

Al direttore


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